Paulina B. Lawrence, “In tango, le infinite possibilità dell’essere”. Recensione e intervista alla scrittrice.

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Bruno è un insegnante di canto e talent scout cagliaritano noto in tutta Italia, a cui spesso si affidano persone che, oltre a voler imparare a cantare, cercano anche notorietà e successo facile. Il sogno di Bruno invece è di insegnare canto a qualcuno che possa poi essere presentato su scene più prestigiose e non nelle solite noiose trasmissioni tv. Un giorno come tanti, nella sala d’attesa del suo studio trova ad aspettarlo Angelina, una ragazza non bellissima, dall’aspetto anzi trascurato, magrissima, con in mano una lettera di presentazione e nel ventre il frutto di un amore ormai lontano.

Bruno scoprirà presto che la giovane donna ha perso la memoria e l’uso della parola a causa di un evento traumatico, ed è proprio per questo motivo che Giorgio, amico di Bruno di vecchia data e noto luminare di psichiatria a Milano, ha deciso di inviargliela e di affidargliela completamente: vuole fare un tentativo con le lezioni di canto per farle riaffiorare quei ricordi e quelle parole che lui non è riuscito a tirarle fuori con la terapia medica.

Di Angelina non si sa nulla, a parte l’apprestarsi a divenire madre. Sembra per metà una figura umana e per l’altra divina, così sensuale nella sua semplicità e apparente trascuratezza, così inconsapevole della sua femminilità e surreale eleganza. Per Bruno sembra venir giù da un altro pianeta, è incuriosito e attratto allo stesso tempo da questa creatura misteriosa di cui non conosce il passato.
Tra un tango e una passeggiata nei luoghi caratteristici del capoluogo sardo, Bruno, travolto dalla passione, si troverà a dare lezioni di canto ‘alternative’ ad Angelina nel tentativo di aiutarla a ritrovare la voce, quasi non accorgendosi che, anche senza la parola, lei riesce a scovare nuovi modi di comunicare con il suo insegnante, diventato da subito una figura fondamentale nel suo presente, un presente che la giovane donna sembra apprezzare e vivere giorno per giorno, a fondo, senza aggrapparsi a quel passato ormai andato via e che, forse, neppure vale la pena riportare a galla.

Bruno invece vive in bilico tra il piacere della relazione appena nata, il dubbio e la voglia di saperne di più, e a causa di una serie di comportamenti singolari di lei, si ritroverà invischiato nella ricerca ossessiva del passato di Angelina, e del reale motivo che l’ha condotta a Cagliari da lui, e allo stesso tempo a fare i conti col proprio passato e con le sue paure di un tempo…
Paulina B. Lawrence in questo romanzo ci fa respirare l’aria limpida e salina dei borghi cagliaritani, i profumi dell’alloro e dei fiori d’arancio che colorano la cittadina, dal porto al Castello, tra una carapigna e una zeppola calda. Immerge i lettori nelle tiepide e fiorite atmosfere di una Sardegna che non respira la frenetica quotidianità della terra ferma e che sente e vive le emozioni con un ritmo tutto suo, più lento e intenso. Celebri brani di tango, quali la “Milonga Brava”, “Santa Maria del Buen Aire”, e “Vuelvo al Sur” fanno da sottofondo alle lezioni che Bruno dà ad Angelina ma anche alla loro quotidianità, fungendo da principale mezzo di comunicazione, quale solo la musica sa esserlo, tra i due, che non smettono mai di parlarsi tramite sguardi, pelle e note musicali.

 

Paulina B. Lawrence è lo pseudonimo da romanziera della scrittrice Barbara De Filippis.
Nata a Roma nel 1973 da genitori calabresi; ha vissuto nella capitale fino al 2010, anno in cui, per amore, si è trasferita in Sardegna; da allora vive a Cagliari, città che adora, col compagno e il figlio. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, specializzata in Traduzione Letteraria, ha poi studiato anche Cooperazione allo Sviluppo Sostenibile, e lavorato per 10 anni alla sede FAO della capitale. Da quando vive in Sardegna, si occupa di guarigione naturale (è master Reiki, Floriterapeuta e consulente Feng Shui) e si dedica attivamente alla scrittura creativa e alla letteratura. Ha pubblicato con lo pseudonimo di Paulina B. Lawrence i romanzi Sette Gelsomini(2016) e L’Amante nello Specchio (2017). Pubblicati con il suo vero nome invece, potete trovare, sia in versione ebook che cartacea, un racconto intitolato Te lo saresti mai immaginato?, e un’ampia varietà di saggi a tema Reiki, Floriterapia e Cucina Vegana.

 

Intervista con l’autrice:

D: Angelina, una donna venuta dal nulla, con un vissuto sconosciuto e dimenticato alle spalle, incontra Bruno, un uomo capace di amarla e viverla nel presente, giorno per giorno, pur ignorandone il passato e la storia. L’amore può superare secondo lei delle incognite così importanti?
R: La risposta è nel romanzo stesso…l’amore non è qualcosa di statico, che ti coglie e rimane poi immutato; è invece qualcosa di vivo e dinamico, che si muove e attraversa fasi, e se il sentimento è puro e sincero, si arriva ad un certo punto – per vie dritte o traverse – all’accettazione completa dell’altra persona, come questa è. E’ proprio uno dei temi fondamentali del romanzo: accogliere l’altro così com’è. Bruno ci arriva passando attraverso fasi alterne in cui l’amore il dubbio il piacere e la paura si mischiano; Angelina invece, che non si porta dietro fardelli dal passato, ha la capacità di accogliere Bruno in toto fin da subito. Ciascuno ha il suo vissuto e ama secondo modalità proprie, i miei personaggi in fondo sono molto umani in questo.
D: In questo romanzo i protagonisti riescono a comunicare al di là della parola, con gli sguardi, il ballo, la canzone e la musica. Un messaggio che vede, ancora una volta, quest’ultima strumento di coesione ed espressione per le persone. Che rapporto ha con la musica? Quanto è importante per lei?
R: La comunicazione non verbale mi affascina dai tempi dell’università, uno dei corsi monografici che ho seguito era incentrato proprio su questo argomento (in quel caso si trattava di esaminarla all’interno del romanzo ‘Ritratto di Signora’ di H. James). La esploro nella vita di tutti i giorni e mi piace trattare questo tema nei miei romanzi. La comunicazione non verbale infatti è fulcro in tutti i miei romanzi, in ‘Sette Gelsomini’ prevale la comunicazione con il passato e con ciò che ci circonda, ne ‘L’amante nello Specchio’ l’universo comunica con Luna attraverso una serie di segnali, e lei stessa comunica con l’uomo che poi diventerà il suo compagno in modi singolari ancora prima di conoscerlo. Nel mio ultimo lavoro, ‘in TANGO’, esploro la comunicazione non verbale a più livelli. Angelina e Bruno, a causa della condizione particolare di lei, ma anche del carattere chiuso di lui, arrivano a capirsi anche solo con lo sguardo. Per tornare alla domanda, la musica è un veicolo puro che accomuna le persone; spesso è molto facile fare amicizia con persone che hanno i nostri stessi gusti musicali. La musica crea un vissuto speciale dentro ciascuno di noi, è capace di mutare le nostre vibrazioni sia in positivo che in negativo. La musica influenza l’umore, i pensieri, ma anche il portamento e il modo di fare…a volte una canzone giusta al momento giusto è in grado di modificare il corso degli eventi…e ho cercato di trasmettere una parte di ciò attraverso il personaggio di Angelina.
D: In quest’ opera si legge tutto il suo amore per la Sardegna, di cui ci descrive magistralmente luoghi, profumi e sapori e in cui vive dal 2010. Rimpiange mai la caoticità e la vitalità della capitale?
R: Mai. Adoro la mia città natale, ma negli ultimi 15 anni è diventata invivibile. Non è a misura di persona, tutto è diventato difficile: troppo affollamento, troppo traffico, troppa confusione, troppe energie mischiate…Preferisco la realtà di una città piccola ma vitale…inoltre ho sempre sognato di abitare in una città sul mare, adesso Roma me la godo da turista quando vado a trovare i miei!
D: Qual è la sua top five dei libri letti finora? Ha un autore e genere preferiti?
R: Adoro Shakespeare e Jane Austen, loro sono i miei TOP due 🙂 ma sono appassionata di letteratura perciò potrei fare un elenco lunghissimo….Proviamo a fare una classifica parziale…Al primo posto ‘Sogno di una notte di mezza estate’, al secondo posto ‘Orgoglio e pregiudizio’, al terzo posto ‘Molto rumore per nulla’, al quarto posto ‘Emma’. Al quinto posto vorrei mettere invece due romanzi contemporanei che ho amato molto, a parimerito: ‘Non sparare, baciami’ di Sharon Krum (fa ridere molto ma in modo intelligente e non scontato, lo consiglio sempre a tutti) e ‘La lettera d’amore’ di C. Shine (romantico in un modo diverso, questo romanzo è capace di trasportarti in un’ atmosfera particolare).
D: Come ne “l’Amante allo specchio” anche “In tango” dietro una storia d’amore, ci sono significati più profondi. Per dirla con le sue parole ” il riconoscere i segnali che l’universo ci invia per trovare l’anima gemella” oppure “usare i sensi in modo insolito per conoscere chi e cosa ci circonda”. Ci spieghi meglio.
R: Noi siamo energia, la parola è solo uno dei veicoli, la mente è solo uno degli strumenti che abbiamo a disposizione. Siamo dotati di molta più sensibilità di quanta immaginiamo per comprendere e per comunicare…il razionalismo sta perdendo finalmente potere e spero che gli esseri umani ritroveranno a breve una via più consona per rapportarsi a se stessi, agli altri, e all’ambiente. Tutto è già manifesto, anche se spesso ci affanniamo a cercare risposte: basterebbe rilassarsi, e guardarsi dentro e fuori con gli occhi dell’anima: così possiamo ricominciare a utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione fin dalla nascita…Con questa domanda entriamo in un tema che mi è particolarmente caro, infatti oltre ad essere scrittrice mi occupo di guarigione olistica ed energetica. Credo fermamente che la capacità degli esseri umani di comunicare tra loro e con l’ambiente che li circonda trascenda lo spazio/tempo, e che ciò sia dovuto al fatto che siamo esseri di luce, che hanno scelto di vivere una esperienza terrena…Nei miei romanzi trasmetto una parte di questo pensiero tramutandolo in storie che per essere comprese a pieno richiedono al lettore l’abbandono di una razionalità eccessiva.
D: In una delle dediche del tuo romanzo, compare un concetto che accomuna tantissime coppie. C è scritto:”Agli uomini, a quei molti che amano in silenzio, fedelmente, una sola donna, e la cui quieta dedizione troppe volte non viene capita e finisce per sbiadirsi nella vita quotidiana”. Come succede tra Bruno e Laura. Qual è allora secondo lei “l’antidoto” alla monotonia e alla routine che spengono la coppia?
R: L’antidoto? L’ho scritto nella parte finale del romanzo! Te lo parafraso…l’amore non va solo fatto e pensato, l’amore va detto, va sorriso, va manifestato a tutti i livelli possibili e con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione
D: Nei suoi romanzi c’è sempre un personaggio che ha scelto di mangiare vegetariano: come mai?
R: Perché come molti sanno io non mangio animali da molti anni. Ho fatto una scelta etica di cui sono convinta, che si è poi rivelata anche una scelta salutare sia a livello fisico che emotivo. I miei romanzi sono anche un veicolo per diffondere questa idea: rispettiamo la vita in toto, non solo quella degli esseri umani, anche quella degli animali e del pianeta che ci ospita.
D: Quali sono i suoi progetti futuri? Un altro romanzo bolle in pentola?
R: Ho sempre molti progetti in testa…Le trame dei romanzi mi arrivano spesso in sogno, o quando la mattina vado a correre, o ascoltando una canzone alla radio…Ho il mio quaderno delle trame appuntate, e quindi seguiranno altri scritti…Ho già quasi pronta un’opera sull’amore, composta da due romanzi brevi…ma non posso anticiparvi molto a riguardo. Voglio poi confrontarmi col genere humor, che ho già sperimentato in gioventù quando avevo appena iniziato a scrivere…Ma in pentola bolle anche un romanzo d’amore molto emozionante, di quelli che ti fanno sognare per giorni, e sentire come se fosse il primo giorno in cui ci si innamora. Vediamo cosa creerò per primo…Intanto ora mi prendo una piccola pausa estiva…
D: Paulina B. Lawrence è il tuo nome d’arte. L’hai scelto per un motivo Particolare?
R: Si! Paulina B. Lawrence è un rimodellamento in inglese del nome del mio compagno, di mio figlio e del mio, messi tutti e tre insieme 🙂 Il mio naturalmente è la B. puntata al centro, che sta per Barbara, infatti il mio vero nome è Barbara De Filippis. Il mio compagno si chiama Pierpaolo (nello pseudonimo diventa Paulina) e nostro figlio si chiama Lorenzo (nello pseudonimo Lawrence). Volevo portare tutti e tre noi nella mia esperienza da romanziera, visto che scrivo d’amore.

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