Paolo Grugni. L’odore acido di quei giorni

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Paolo Grugni
L’odore acido di quei giorni .

Questo libro è stato, per me, innanzitutto evocativo, mi ha ributtato negli anni ‘76/77, anni in cui, da studente, mi avvicinavo al movimento studentesco e alla politica, quella descritta nel libro, di cui ho buona memoria.

Un periodo dove c’era passione politica, la voglia di cambiamento ad ogni costo. È stato il periodo che ha sancito il compromesso storico, tra PCI e DC, nel quale si chiedeva agli italiani di fare sacrifici, da parte di quel partito e di quei sindacati che erano dalla parte della gente, che sì è sentita tradita.

Il protagonista Alessandro Bellezza, vive a Persiceto, in provincia di Bologna e frequenta il gruppo locale di sinistra. È stato radiato dall’ordine dei medici , perché costretto, in quanto aveva operato di nascosto un brigatista rosso, senza avvisare le autorità di polizia.

A seguito di questo, perde moglie e figli. Dopo aver pagato il suo conto con la giustizia, il suo mestiere è quello di recuperare di notte carcasse di animali ammazzati dagli automobilisti, in una delle tratte più pericolose dell’Emilia, per evitare ulteriori incidenti.

La sera del 15 dicembre 1976, rientrando a casa, ai margini della strada, sotto la neve, trova una donna, apparentemente morta. La porta a casa, è conciata male ma non è morta, e la cura. La donna pare non ricordare nulla, nemmeno il suo nome. Bellezza indeciso sul da farsi, conviene con la donna, che appena starà meglio, decideranno.

In seguito da lei viene a sapere che c’è un killer solitario che ammazza le donne in modo assai brutale. La stessa (tornata la memoria) gli rivela di essere un agente sotto copertura, infiltrata tra le frange neofasciste di Ordine Nuovo, per scoprire il killer.

Dopo qualche giorno Bellezza e l’agente, Francesca, si buttano sulle tracce dell’assassino, aiutati dal locale comandante dei Carabinieri.
Il tutto è intervallato dalle continue notizie di sparatorie, di manifestazioni del movimento del ‘77, con le cariche della polizia, la cacciata dei manifestanti dalle università, lo scontro con gli squadristi di destra.

Le ricerche del killer non si fermano, succedono fatti strani nel paese di Bellezza, da far venire il dubbio che l’assassino potrebbe proprio essere del suo paese, luogo “apparentemente sonnacchioso in cui nessuno è quello che sembra “.

Radio Alice intanto trasmette notizie degli scontri tra studenti e forze dell’ordine, delle bombe che scoppiano, della politica che perde di vista la gente. Del potere che oscure forze di destra cominciano a prendere dalla repressione del movimento.
Il killer è proprio una persona assolutamente insospettabile. Il libro è impostato come un thriller, ma al contempo una ricostruzione di un periodo della vita vita politica italiana.
È scritto bene, l’intreccio tra la storia di Bellezza e quella del paese, non appesantisce la lettura, anzi, la rende più interessante.
Merita di essere letto perché mette in luce tanti aspetti complessi e forse sconosciuti.

“Oggi non è un giorno qualunque: 31 anni fa, il 2 agosto del 1980, c’è stata la strage di Bologna “ A quel tragico episodio Grugni dedica le ultime ed intense pagine del libro, un altro di quegli eventi su cui ci sarebbe tanto da capire.

Un libro che consiglio.

Anna