Nessun dorma

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Nessun dorma

Di Maria Rosa Oneto 

Nessun dorma
quando le stelle non brillano in cielo
e i Carri dell’Orsa trascinano altrove la loro magia.
Un’atmosfera di lugubre attesa e scanditi silenzi fasciano i palazzi di respiri sospesi.
Non un tremito di fronde par alitare su questa vita sospesa.
Mi sento già morta nel girare da una stanza all’altra con.coltri di.silenzio.
Una boccata di fumo, un morso di cioccolata, un.video che si accende e rimanda parole che non sanno di nulla, tranne di una.grande importanza.
Il rubinetto.cocciola in cucina come.un orologio a cucù, un metronomo per musiche già stanche o un richiamo.maldestro per divagatori del presente.
La testa è offuscata, dolente, vorrebbe abbandonarsi ad un.sonno perverso dove il tempo si ferma a raccogliere sogni e la mente scompone i dolori di un’intera esistenza..
Ma il sonno non.viene con la.fragranza delle tuberose, nascosto in poche gocce di mare, su foglie ormai.stanche di un inverno.cocente.
Penso e le ore trascinano l’alba senza pietà alcuna. Già si intravede quel tocco di rosato elevarsi dalle montagne e prendere l’aria per mano a invadere l’alba.
Adesso, soltanto adesso il sonno mi chiude gli occhi, quando la mattina è iniziata e il.volo.di un pettirosso indispettito sembra chiamarmi.a gran.voce, come fa la mamma con i figli bricconcelli..
Mi giro dall’altra parte, padrona del mio.destino, e chiudo le persiane in faccia al sole. Per una volta la notte non si è ancora svegliata all’odore di caffè.che gira per casa.