NEL SALOTTO ROSA, LA NOSTRA OSPITE STELLA CI RACCONTA LA SUA BATTAGLIA CONTRO I DISTURBI ALIMENTARI

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Carissimi lettori di Loscrivodame, benvenuti nel nostro “Salotto rosa” dove spero possiate stare tutti comodi. Parte oggi la mia nuova rubrica tutta al femminile, uno spazio dove fare quattro chiacchiere su temi sociali e di attualità che hanno come protagoniste le donne.

Donne che lottano ogni giorno, donne in rinascita, donne che non si danno per vinte nonostante le avversità della vita. Donne che ce l’hanno fatta, donne partite da zero e arrivate lontano, donne che non si arrendono. Donne forti e fragili allo stesso tempo, donne che si ritrovano a fare da madre e padre allo stesso tempo, donne che non si piegano di fronte alle avversità di una malattia, donne e mamme che lottano tutti i giorni per i loro diritti, per quelli dei loro figli e delle persone più deboli, donne e mogli che hanno detto no alla violenza domestica….. Donne che si raccontano con semplicità e generosità, donne che si mettono a nudo, che inviano, attraverso le loro parole, un messaggio di positività e speranza a tutti voi lettori.

Oggi parliamo dei disturbi alimentari con Stella (nome di fantasia), una donna che ha superato, seppur con sofferenza, ben 2 dei disturbi alimentari più comuni: l’anoressia prima e la bulimia dopo. Ricordiamo che l’anoressia (dal greco ἀνορεξία anorexía, comp. di an- priv. e órexis ‘appetito’) è un disagio in cui la persona coinvolta si rifiuta di mangiare del cibo per diversi motivi, la bulimia invece (dal greco βουλιμία, boulimía, propriamente “fame da bue”, composto di βοῦς, bôus, “bue”, e λιμός, limós, “fame”) indica, nel linguaggio medico, una voracità patologica ed eccessiva.

Quello che accomuna i disturbi alimentari (anoressia, bulimia, sindrome da alimentazione incontrollata, alimentazione selettiva, ortoressia, bigoressia, pregoressia, drunkoressia, solo per citarne alcuni) è il pensiero ossessivo del cibo, della paura morbosa di diventare sovrappeso, abbinata ad una percezione deformante del proprio corpo e ad una bassa stima di sé. Disagi che vengono messi a tacere con un controllo ossessivo delle calorie e del peso. Secondo le stime ufficiali, a soffrirne sono circa 3 milioni di italiani di cui il 95.9 è rappresentato da donne, con esordi sempre più precoci che raggiungono anche gli 8/10 anni d’età, con conseguenze gravi sulla mente e sul corpo.

●Stella, quando e soprattutto come è iniziato il tutto?

○Ciao Giorgia. I miei problemi legati al cibo sono iniziati dopo l’adolescenza. L’assenza dell’amore di un padre, incapace di essere padre davvero, ha minato un equilibrio già poco stabile. A quel punto il cibo prese il posto dell’affetto dentro l’anima e, nonostante avessi l’amore di altre persone, io volevo quello lì, avevo bisogno proprio di quell’amore che mio padre non mi dava. E non potendolo avere rifiutavo anche tutto il resto. Quindi anche il cibo. Trascorsi mesi vivendo d’acqua e di un finocchio al giorno…

● Inizialmente hai sofferto di anoressia…. quanti chili sei arrivata a pesare mangiando solo un finocchio al giorno?
○Sono arrivata a pesare 43 kg.
Oltre a digiunare facevo anche molto sport quindi la muscolatura si era irrobustita…

●Le persone che ti vivevano ogni giorno avevano percepito il tuo disagio? Cosa ti dicevano?

○In famiglia tutti si erano resi conto che io avessi un problema. Cercavano di convincermi a nutrirmi un po’ di più ma, ad ogni tentativo promettevo che avrei smesso di mangiare anche quell’unico finocchio..

●Poi è arrivata la bulimia..

○ Si. La mia rigidità si è un po’ sciolta e non riuscivo più a digiunare. Così è arrivata la bulimia: mi ingozzavo e vomitato anche tre volte al giorno. Tutto questo per 5 anni, fino a quando non ho incontrato quello che poi è diventato mio marito. Lui mi ha salvata, il suo amore.

●Prima che arrivasse questa splendida storia a salvarti, eri consapevole della gravità della malattia e dei disastrosi effetti che ha sul corpo e sulla mente?

○ Sapevo bene a cosa andavo incontro. Mi ero informata, andavo in biblioteca a leggere testi dedicati. E nonostante ciò niente mi fermava. Mangiare e vomitare era tutto ciò che volevo fare. Senza sarei impazzita.

●Cosa ti senti di dire alle mamme che vivono lo stesso problema con le loro figlie?

○Da mamma mi sento di consigliare di star vicino alle loro figlie ma non partendo dal cibo. Il problema col cibo è l’ultimo dei sintomi di una malattia profonda, quella del cuore. Bisogna cercare di trovare un canale di comunicazione, far capire che tutto ciò che vogliono è sapere cosa ha provocato in loro quella voragine che le sta ingoiando. Non intestardirsi sulla solita frase “ti prego, mangia.” Si peggiora solo la situazione.

●Quali sono i segnali da cogliere tempestivamente?

○L’anoressia è palese, il dimagrimento è visibile a tutti. La bulimia è più difficile da individuare. Io vivevo con i miei genitori e mia sorella e per 5 anni nessuno si è mai accorto di nulla. I segnali comportamentali possono essere il rifiuto di contatto fisico, insensibilità, scontrosità. Anche sul corpo ce ne sono di indizi: gli angoli della bocca tagliati, i segni dei denti sul dorso delle mani…

●Cosa ne pensi dei gruppi social pro ana e pro mia che istigano ragazzi e ragazze a raggiungere un corpo perfetto dispensando consigli su come perdere peso velocemente e resistendo alla tentazione della fame?

○Purtroppo in rete si trova, oltre ad un grande tesoro di conoscenza, il peggior pattume. Quei gruppi vanno considerati alla stregua di quelli che incitano al bullismo, all’omofobia, alla violenza sugli animali e altri anche peggiori di cui non sto a parlare. Ecco, esattamente come ci si difende dagli ultimi ci si deve difendere anche dai primi. E chi può farlo se non i genitori, controllando ciò che fanno i propri figli su internet? Finché non potrete giudicare i vostri figli abbastanza maturi da distinguere ciò che è bene da ciò che non lo è, imparate a bloccare i siti, a controllare la cronologia dei siti visitati. Tenete d’occhio i vostri figli come se foste per strada e loro avessero ancora 4 anni.

Ringrazio sentitamente Stella per averci aperto il suo cuore con sincerita e soprattutto con molto altruismo, affinché la sua storia possa aiutare tante altre persone che ne soffrono a venirne fuori.

Cari lettori vi aspetto sempre numerosi ogni 2° e 4° giovedì del mese. Stay tuned

Giorgia Linho

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Giorgia Linho
Sono nata a Napoli, 31 anni fa, in un freddo sabato di novembre. Ho studiato per assistente sociale presso l'Università "Federico 2". Amo la lettura fin dalla più tenera età e scrivo per passione solo da poco. Madre di un bambino di 9 anni, amo viaggiare e conoscere nuove culture e realtà.

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