Nel Salento una Repubblica prima ancora che in Italia

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Prima che questo mese di Aprile vada via con le sue tante nuvole e vento bisogna ricordare e festeggiare una data ed un paese del Salento, Nardò,  per il 96 ° anniversario della Repubblica Neretina. Ebbene si, avete letto bene, ancor prima del voto del 2 giugno del 1946 in cui si impose al referendum, la nuova repubblica italiana ed andò in esilio la monarchia sabauda, a Nardò successe qualcosa che val la pena di ricordare. Il 9 aprile 1920 a Nardò venne dichiarata la repubblica Neretina. Ecco i fatti della primavera neritina del 1920, che viddero Nardò culla di un’insurrezione popolare che portò per un solo giorno alla sognata ed agognata Repubblica Neritina. A narrare i fatti uno storico d’eccellenza Pietro Mita ( autore di Rosso Novecento) e Marilena Primitivo ( nipote di uno dei protagonisti dell’insurrezione popolare Gregorio Primitivo). Ma cosa successe quel giorno del lontano 1920? Il governo dell’epoca guidato da Francesco Saverio Nitti, tramite il suo Ministro all’Agricoltura Alfredo Visocchi; varò un decreto il 2 settembre 1919, noto appunto come “ decreto Visocchi ” teso proprio a favorire la concessione di proprietà terriere incolte ai contadini reduci dalla prima Guerra Mondiale. E Nardò a quel tempo di terre incolte ne aveva assai. I contadini tornarono dalla trincea con questa promessa fatta dal governo. Ma non avevano fatto i conti con i proprietari terrieri che questi patti non avevano nessuna intenzione di rispettare. Così con grande passione e spinti dalla volontà, se vogliamo, “rivoluzionaria” da parte del governo Nitti, quegli uomini forse non riuscirono nell’intento di occupare le terre ma un tentativo quello si, lo fecero, anche se qualcuno di loro, l’impresa la pagò con la morte. Molti anni dopo fu Vittorio Raho intellettuale neretino, che riuscì a riprodurre fedelmente attraverso una rappresentazione teatrale quel momento,facendo rivivere le lotte di quei compagni che come accade spesso, la sinistra salottiera volutamente ha ben presto dimenticato.

Municipio-di-Nardo In particolare non si possono dimenticare due figure di quel movimento dell’aprile del 1920, Giuseppe Giurgola e Gregorio Primitivo: dalla descrizione che ne dà Pantaleo Ingusci sulla Tribuna del Salento del 1975 riuscirono a condurre la rivolta fino in Municipio dove staccarono gli emblemi della monarchia e i quadri che ritraevano i sovrani e proclamarono così ufficialmente la Repubblica Neretina. Inutile dire che la polizia, voluta dai padroni della destra agraria locale, fermò la rivolta a modo loro spargendo sangue innocente. Quei contadini con grande vitalità ebbero il coraggio di passare dalle parole dei politici felloni ed incapaci, ai fatti, spinti dalla fame e dalla voglia di giustizia sociale e per il riscatto dei propri diritti negati, germe poi nel futuro delle lotte contadine che nel secondo dopo guerra, prima con le lotte contadine dell’Arneo e recentemente con i fatti che hanno visto protagonisti gli extra comunitari di Masseria Boncuri, ancora una volta sfruttati e repressi come quei contadini di quel lontano 9 aprile 1920 che chiedevano pane e giustizia per le loro famiglie. Indispensabile oggi più che mai ricordare i fatti e le date e non dimenticare mai il passato che aiuta a comprendere meglio il presente che ci circonda.
Raimondo Rodia