Nel mio io

0
346

ROSELLA LUBRANO

NEL MIO IO 

Ascoltavo il vento
gridare nella brughiera silente
e nella sua voce
sentivo il pianto
dell’ umanità inerme,
volevo scordare
il corrotto e il corruttibile
che sporcano
quest’atomo senza cuore
dove le idee si ammalano
d’inedia
e svaniscono come neve al sole.
Lacrime di sale offuscavano
i miei occhi ciechi,
emozioni forti esplodevano
dentro l’anima
come lava incandescente,
cristalli opachi
di un non essere
di un non esistere.
La solitudine mi cingeva
tra le sue braccia aride
nella ruggine di sogni infranti,
di amori sbiaditi ,
mi abitava però la sete
di vivere ancora,
superando le barriere
dello spazio e del tempo,
raccogliendo i cocci
di un io alla deriva.
Ascoltavo il silenzio dentro di me,
anelavo parole di speranza,
quel battito d’ ali
che mi avrebbe fatto
ancora volare.
Serrando i pugni
contro lo specchio della mia essenza,
percepivo un brandello di luce,
ero io che volevo rinascere
ad ogni costo,
rubando al cielo
un po’ d’infinito.