Mirko Zullo. Nonnasballo

0
251

Mirko Zullo
Nonnasballo.

La”Milva” così è chiamata da tutti nel piccolo paese in cui vive è la nonna che ha cresciuto Michelle. Una nonna la cui passione più grande era ballare. 
Un peperino, a volte scorbutica, ma per Michelle la sua nonna è straordinaria. Le ha fatto da madre , da amica, da confidente. Soprattutto l’ha fatta molto divertire per il suo modo di fare, non certo tipico delle nonne tradizionali.
Tutto il contrario di sua madre, donna “dura” , con la quale non ha un buon rapporto.

Da quando il padre se n’è andato via, da un giorno all’altro, il suo punto di riferimento è sempre stata la nonnasballo. La madre è una figura in penombra che, dopo la dipartita del padre, ha deciso di lasciare gli studi per aiutarla nella trattoria di famiglia.
Michelle è una ragazza malinconica, non ha amici.
Succede che la nonna, comincia a dare segnali strani, non è più la stessa, bisogna accudirla sempre più, e saranno lei e la madre ad alternarsi per curarla, tenendola a casa. È l’alzheimer con cui devono fare i conti ora. E proprio in questo periodo Michelle sente il bisogno di sentire il padre, ed è di questo padre che madre e figlia, parlano, per la prima volta,trovando nella casa della nonna, per caso, tra i fotoromanzi che leggeva, delle lettere che lui aveva mandato alla nonna. Lettere di una figura pesante, che ha indurito madre e figlia. Col segreto che si è portato appresso.
È un bel libro, la scrittura è scorrevole, tanti sono i punti di riflessione che lascia aperti, come l’importanza dei rapporti familiari e non solo.

Anna