Le fiabe. Il meglio e quelle consigliate per i vostri bimbi

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Chi non ha mai raccontato una fiaba ad un bambino prima di addormentarsi?
Chi non ha una fiaba nel cuore, che gli ricordi la sua infanzia?
Le fiabe nascono tutti i giorni, ce ne sono sempre di nuove, oltre alle classiche e indimenticabili che hanno colorato gli anni più spensierati della nostra vita.
Esse nascono dalla tradizione popolare e si incentrano su avvenimenti e personaggi di fantasia, come orchi, fate, streghe e giganti, che attraverso una loro storia, insegnano e lasciano un messaggio formativo e pedagogico.
Molti di noi fanno confusione tra la fiaba e la favola. Quest’ultima è una narrazione di poche righe con protagonisti gli animali. Chi non ricorda le favole di Fedro, ad esempio? La favola ha un insegnamento ed una morale più espliciti. Ma ciò che fa sognare di più delle fiabe sono proprio quelle caratteristiche fantasiose e magiche, che ci trasportano in un altro mondo, facendo sognare grandi e piccini allo stesso modo.

In Europa vige una lunghissima tradizione legata alle fiabe, che oltre ad essere raccontate ai bambini, avevano grande scena anche durante alcuni lavori prettamente femminili, come la filatura, per rendere i compiti meno noiosi.
Tra gli scrittori europei più conosciuti troviamo Giambattista Basile, Charles Perrault, i fratelli Grimm, Giuseppe Pitrè, Italo Calvino e William Butler Yeats . Tra quelli più celebri invece annoveriamo il danese Hans Christian Andersen, Carlo Collodi (ha scritto Pinocchio), James Barrie (Peter Pan),Lewis Carroll (Alice nel Paese delle Meraviglie), Frank Lyman Baum ( Meraviglioso Mago di Oz), Gianni Rodari ed Emilio Salgari, coi loro scritti per ragazzi.
Tra le fiabe più conosciute al mondo troviamo ancora Cenerentola, Biancaneve, Pollicino e Cappuccetto rosso.

Le fiabe venivano raccontate per strada, attorno al focolare, al lavoro e non erano solo un divertimento per i bambini, ma anche per gli adulti e ogni volta che si tramandavano acquisivano nuovi elementi che il narratore aggiungeva o mescolava, prendendo spunto da altri racconti. Le fiabe hanno un lieto fine e perciò ci piacciono tanto: Pollicino ritorna da suo padre, Cenerentola dopo una vita di stenti sposa il ricco principe, Biancaneve lascia di sasso la cattiva regina, che l’aveva condannata al sonno eterno, scappando a cavallo con un gentilissimo Marcantonio, il cui bacio l’ha risuscitata.

Che bello! Fosse anche la nostra vita così…se davvero i cattivi venissero puniti e i buoni e giusti ricevessero puntualmente un grande premio…
La fiaba perciò presenta sempre un lieto fine e ha sempre una morale recondita da impartire. L’impegno paga sempre, la bontà viene premiata, i cattivi non avranno vita facile, chi è furbo e cattivo resterà solo ecc.
Familiari sono le sue formule “C’era una volta…” e “E vissero felici e contenti” per aprire e chiudere la narrazione.
La fiaba è atemporale, è come un sogno, è irreale. Presenta personaggi buoni, di solito sono i protagonisti, e personaggi cattivi, gli antagonisti, quali stregoni, matrigne, orchi cattivi, che vogliono ostacolare la vita del personaggio principale che ne verrà fuori poi, dopo varie peripezie, grazie ad aiuti magici di fate, aiutanti folletti, bacchette e pozioni.

Questo genere di narrazione ha anche una funzione terapeutica e possiamo fare il punto della situazione con lo psicologo e psicoterapeuta Antonio Vita:
“Quando un autore scrive una fiaba, una favola, un racconto per bambini, immette nel suo lavoro il suo stato d’animo, le sue aspirazioni, ma anche le sue angosce, le sue ansie, i suoi problemi. Inserisce cioè nella sua storia sia tutto quello che è noto alla sua coscienza sia quei sentimenti e quelle note affettive che giacciono dentro di sé ma di cui non ha un’immediata percezione. Usando un linguaggio psicologico diciamo che l’autore introduce nel racconto, ma specialmente nella fiaba, e gli elementi provenienti dalla sua sfera cosciente, e quelli provenienti dal suo Inconscio.
La storia raccontata in una fiaba è ancora qualcosa di più importante: è la storia della psiche che , attraverso una serie di eventi, a volti pieni di rischi e pericoli, raggiunge una meta, un traguardo, un obiettivo. La fiaba diventa la metafora della storia della vita della psiche: narra le vicende, le peripezie, i tormenti, i dolori attraverso i quali la psiche giunge infine alla sua piena maturazione, liberandosi dai complessi che l’avvolgono e la mettono a dura prova, e nutrendosi della forza degli archetipi che, invece di distruggerla, finiscono con il fortificarla, riportandola a vita autentica”.

Secondo l’esperto, che cita le riflessioni di Bettelheim, il bambino che legge la fiaba, o che l’ascolta, partecipa con tono se stesso alla storia, perché avverte anche se In modo non chiaro e consapevole. che è una storia che lo riguarda. che è la storia della sua psiche, con tutti i conflitti interni di cui spesso egli è in balia, conflitti clic non riesce a razionalizzare, a capire, a comprendere, che coinvolgono il protagonista e gli altri personaggi

Cosicché attraverso L’IDENTIFICAZIONE con i personaggi della fiaba egli riesce a vivere tutte e situazioni conflittuali, angoscianti, ansiose, e alla fine, si libera da tutti quei sentimenti ed affetti negativi che lo avvolgono come una spirale di nebbia e che vorrebbero trascinarlo verso abissi profondi e sconosciuti.
Nella fiaba appare sin dall’inizio l’elemento della TRASGRESSIONE cioè il deviare da un sentiero che, il più delle volte, viene invano mostrato da istanze super-egoiche, non ancora completamente assorbite dalle ligure parentali.
Il Super Io, infatti, è ancora debole e viene aggredito dalle istanze dell'”ES”, diventandone preda. Pinocchio trasgredisce alle raccomandazioni del Padre, Cappuccetto Rosso a quelle della Madre. Padre e Madre stanno ad indicare la personificazione di istanze super-egoiche non sufficientemente interiorizzate e quindi ancora deboli ed incapaci di guidare il bambino.

Ma anche questo primo passaggio è importante per far sì che l’io possa conseguire uno stadio superiore di organizzazione della personalità.
Nella trasgressione appare già il “rimorso” dell’ IO e l’angoscia dell’ES, con una nascosta tensione ed un inconfessato desiderio di tornare a nuova vita.
La trasgressione trascina il Soggetto in sventurate vicende. “Nelle fiabe, inoltre,” continua il dottor Vita, “ si avverte l’ANSIA vissuta dal protagonista, stato d’animo che non ha origine negli eventuali nemici, ma dalle situazioni che vengono vissute come negative per sé e per il proprio IO.
L’ansia è, d’altronde, la paura senza oggetto, la paura della paura (Laughlin), come viene descritta in psicoanalisi. E’ quel sentimento ineffabile e intraducibile che afferra Pinocchio (pieno di strani presentimenti) prima di partire per il paese dei balocchi, o quella che prende il burattino mentre aspetta sotto l’albero il Gatto e la Volpe, o quella che afferra Cenerentola quando sta per scoccare mezzanotte.
Anche l’ ANGOSCIA è presente nelle fiabe. Ad esempio in Pinocchio, dopo l’episodio delle gambe bruciate dal fuoco, e poi, quando egli si accorge della sua progressiva trasformazione in asino.
L’angoscia è uno stato d’animo costante che appare in quasi tutte le fiabe famose. L’angoscia porta a stati di depressione psichica che nella fiaba vengono descritti con molta abilità ed efficacia”

Infine abbiamo la TRASFORMAZIONE del protagonista che avviene come effetto visibile esterno: il brutto anatroccolo che si trasforma in cigno, Pinocchio che si trasforma in bambino, Cenerentola in principessa.
La vera trasformazione, tuttavia, è quella psicologica interna del soggetto che assume consapevolezza di sé e rinasce ” a nuova vita”.
Gli effetti benefici della fiaba sono incalcolabili. I bambini sono attratti dal racconto e passano da una fase all’altra rivivendo nel protagonista gli eventi psicologici, indistinti ed ancora ignori, ma già costellati dalle situazioni della vita quotidiana che essi vivono spesso in modo drammatico e con grande timore. In tal modo esorcizzano il male, allontanano gli elementi nefasti e pericolosi, ponendo le basi necessarie, per realizzare la maturazione della propria personalità.
Gli effetti catartici e liberatori dovuti alla fiaba costituiscono la più valida forma di psicoterapia infantile.

In conclusione, come spiega ancora il dottor Vita, la fiaba assolve a diverse funzioni psicologiche e pedagogiche.

  • FA CONOSCERE al bambino tanti eventi fausti ed infausti della vita.
  • INSEGNA a non fidarsi degli sconosciuti, a riconoscere gli imbroglioni e i malfattori dalle persone oneste.
  • INSEGNA che il bene deve prevalere sul male e che tutti noi siamo chiamati a combattere i nostri stati inconsci pieni di brutture e di turpitudini, di immoralità e di infamie, facendo predominare le condotte corrette, oneste, leali e giuste.
  • Fa vivere al soggetto stati d’ansia e d’angoscia. Mette il soggetto a contatto con le sue funzioni psicologiche; li conduce attraverso le impervie strade del bene e del male, fa vivere situazioni pericolose e piene di rischi e di probabili rovine, o, al contrario, verso ascese e redenzioni che portano il soggetto verso la luce, verso l’affermazione di sé e dei suoi aspetti migliori della sua personalità.
    La fiaba evoca situazioni rassicuranti e felici e permette l’appagamento di desideri nascosti.
  • ESORCIZZA tutti gli elementi violenti, brutti, negativi, ostili della realtà e del mondo che il bambino inizia a conoscere in tutti i suoi aspetti.
  • La fiaba, inoltre, fa vivere al bambino una vita eroica attraverso la proiezione e l’identificazione del proprio Sé con i personaggi eroici, epici, leggendari, coraggiosi e intrepidi del racconto fiabesco.
  • Infine, la fiaba fa vivere dentro la propria anima elementi simbolici, situazioni governate da miti e da riti iniziatici.
    Il mito è una situazione ineliminabile dalla vita del fanciullo.
    Il rito è un momento del percorso che permette l’acquisizione di stati di grazia, di armonia e di decoro, che sono elementi di splendore della propria anima.
    Il simbolo è l’elemento fondamentale della vita psichica del soggetto umano.

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1 Dieci fiabe da dieci minuti. Storie da dieci minuti. Ediz. a colori

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00. Logo 120x602 Tutte le fiabe
by Hans Christian Andersen
pubblicato da Newton Compton

3 Grande libro delle favole. Con adesivi

pubblicato da Joybook

4 Piccole fiabe per grandi guerrieri
by Matteo Losa
pubblicato da Mondadori

5 Le più belle fiabe classiche

pubblicato da Walt Disney Company Italia

6 Fiabe francesi  Ediz. illustrata
by Carlo Collodi
pubblicato da Gallucci

7Le fiabe dei fratelli Grimm
by Jacob Grimm – Wilhelm Grimm
pubblicato da Raffaello

8 Le più belle fiabe popolari italiane

pubblicato da Newton Compton

9 Fiabe di animali. Ediz. a colori
by Magdalena
pubblicato da Piemme

10 Le fiabe per… giocare con le emozioni. E imparare a gestirle. Un aiuto per grandi e piccini
by Katia Aringolo – Marina Albrizio
pubblicato da Franco Angeli


00. Logo 120x60Buona lettura e buon divertimento!