LA TEORIA DEL PETTIROSSO

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Una lettura semplice e piacevole, quella che ho appena terminato. Si tratta del romanzo di Cristiano Pedrini “La teoria del pettirosso”, in cui a dominare è l’amore tra i due protagonisti: Ross e Nathan.

Un amore nato per caso e per il forte senso di protezione che Ross ha, da subito, nutrito per quel giovane ragazzo con un passato turbolento alle spalle.

Al di là della trama appassionante e coinvolgente, l’autore ha affrontato con delicatezza un tema ancora molto dibattuto, che fa discutere: l’amore tra due persone dello stesso sesso. Un amore come gli altri, fatto di alti e bassi, di periodi spensierati e di periodi bui.

Un amore così forte che, spesso, porta a tarpare le ali, a impedire di volare, a far vivere chi ci sta a fianco in una teca di vetro, per timore che possa farsi male, sbagliare, soffrire.

L’amore, però, è ben altro: è lasciare andare, donare la libertà di cui si ha bisogno, godere insieme dei momenti belli, che fanno stare bene, supportarsi nei periodi neri e nei momenti difficili, essere presenti semplicemente, saper ascoltare, dare consigli quando richiesti, non essere invadenti.

Ross ha accolto questo “pettirosso” solo e abbandonato a se stesso, offrendogli un posto di lavoro, un luogo caldo e accogliente in cui vivere, una protezione a tratti eccessiva, ma sempre dettata dall’amore che, dal primo istante in cui i loro occhi si sono incrociati, ha provato per questo giovane ragazzo.

Nathan, dal canto suo e seppur all’inizio riluttante, si è lasciato abbracciare e coccolare, appropriandosi dell’affetto e della dolcezza che da troppo tempo non provava più e portando alla luce un passato doloroso, rimasto per troppo tempo chiuso nel profondo del suo cuore, liberandosi così di un fardello eccessivamente pesante per un ragazzino come lui.

Questo romanzo ha affrontato anche il tema del rapporto genitori/figli, spesso complicato e “rovinato” dall’intromissione di una persona estranea – in questo caso della matrigna – che ha portato all’allontanamento di Nathan da suo padre, in quanto è venuta meno la fiducia che entrambi avevano l’uno nell’altro e perché un genitore deve mettere sempre al primo posto i propri figli. Ciò non significa annullarsi, ma sapersi dare delle priorità.

Insomma… un romanzo che consiglio, che fa aprire mente e cuore!

Elvira Tonelli