La nascita della Rimini Malatestiana

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La signoria dei Malatesta è considerata la dinastia simbolo del Medioevo riminese e di buone parte della Romagna. Ma come e quando i Malatesta hanno preso possesso di Rimini?

La situazione che si venne a creare in Romagna tra l’inizio del 1200 e la metà del 300′ fu contrassegnata dalla salita al potere delle signorie. 

E così nel 1247 i Malatesta assunsero il potere a Verucchio, nel 1275 a Ravenna fu la volta dei Da Polenta, nel 1303 gli Ordelaffi si insediarono a Forlì, nel 1313 i Manfredi a Faenza e nel 1334 gli Alidosi a Imola.

In effetti a cavallo tra il 200′ e il 300′ i comuni e le loro istituzioni furono letteralmente abbattuti dai regimi signorili e Dante ne fu cantore ..” Romagna tua non è e non fu mai ..senza guerra ne cuor de’ suoi tiranni…”

Delle varie casate romagnole la più significativa è sicuramente quella dei Malatesta, signori di Verucchio prima e di Rimini e Cesena poi. Tutto ebbe origine dopo la metà del 200′. Nel 1283 Guido da Montefeltro fu sconfitto nel suo tentativo di assoggettare la Romagna. Per lo Stato pontificio fu un successo effimero, infatti essendo venuto meno il pericolo ghibellino dei Da Montefeltro, la parte guelfa fini per sfaldarsi. Le famiglie guelfe iniziarono ad avere mire autonomistiche.

Così le divisioni ideologiche tra imperiali e pontifici lasciarono campo alle lotte di potere tra famiglie. Tra le famiglie di fazione guelfa figuravano anche i Malatesta di Verucchio che già ad inizio 200′ erano nel consiglio comunale di Rimini. 

Ma fu Malatesta da Verucchio, conosciuto come “Il Mastin Vecchio” a portare la famiglia al “salto di qualità”. Nacque, sembra nel 1212 e morì, pare, a 101 anni nel 1313, per questo fu chiamato “il centenario”. Nel 1247 quando il padre morì prese la guida della famiglia. L’indebolimento in tutta Italia dell’influsso imperiale spinsero i Malstesta a passare da un ghibellinismo lieve ad un deciso guelfismo.

Una buona capacità di gestione famigliare e una discreta capacità politica e militare portarono Malatesta a diventare uno degli esponenti più influenti di parte guelfa tra Romagna e Marche.

La strategia famigliare lo portò a sposarsi in prime nozze con una Parcitadi, famiglia egemone nella Rimini di allora. Poi i suoi quattro figli tra cui Giovanni “lo sciancato” detto Gianciotto, che sposò Francesca Da Polenta, e Paolo “il Bello” , marito dell’ultima erede dei conti di Giaggiolo. 

Sono ben noti i rapporti tragici tra i due fratelli, ma ciò non interruppe l’ascesa al potere della famiglia. Nel 1288 la famiglia, un tempo amica, dei Parcitadi Si mise a capo di una rivolta ghibellina e cacciò il Mastin Vecchio.

Dopo appena due anni il vecchio rientrò in città e assunse una posizione fortemente antipapale, ma si trattava di una strategia. Così il 13 dicembre del 1295 allo scatenarsi di nuovi tumulti, Malatesta finse di accettare e aderire ad una riconciliazione. Così simulò un uscita delle sue truppe dalla città.

Non appena fu notte le truppe rientrarono dalla porta di Gattolo, da loro controllata, e sorpresero i nemici nelle loro case. Alcuni nemici furono uccisi come Montagna Parcitadi, altri furono esiliati o imprigionati.

Questo fu l’inizio, a seguito di un tradimento, del dominio dei Malatesta su Rimini. Le altre famiglie anche esse in ascesa, dei circondari delle città e ricche di patrimoni fondiari, assunsero il potere nelle altre città romagnole in modo simile e diedero origine alle signorie del tardo Medioevo.

L.D.

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