La leggenda della Sibilla appeninica e la dedica ai terremotati.

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Premessa: questa leggenda l’abbiamo tenuta da parte tanto tempo fa ed è dedicata a tutti coloro che hanno attraversato un brutto periodo e che ancora lo attraversano, dopo il terremoto.

Le gravi catastrofi naturali reclamano un cambio di mentalità che obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto della creazione.

Cit. Albert Einstein

 

C’era un tempo in cui le persone svolgevano la vita di tutti i giorni, non affidandosi a ciò che giorno per giorno gli si presentava, ma a ciò che date persone gli raccontavano.

Si narra che da ogni parte dell’Europa arrivassero cavalieri, negromanti e viaggiatori in cerca di un’illuminazione su ciò che da allora in avanti gli sarebbe potuto accadere.

Queste persone dopo estenuanti viaggi venivano proprio in Italia, su suggerimento di chi avanzava l’ipotesi che esisteva sui monti Sibillini un luogo magico, che tutt’ora si dice essere impregnato di magia: fonti, sentieri, strade, discese…tutto ciò che conduceva e conduce alla grotta della Sibilla.

Questa grotta, appartenente alla Sibilla Appenninica o meglio nominata come la regina Sibilla, non era altro che un accesso a un regno sottostante.

Ma chi era questa Sibilla? Tutti venivano da molto lontano, con la speranza di poter parlare con questa antica sacerdotessa in grado di predire il futuro.

Un oracolo quindi?

La grande sacerdotessa non usciva mai dalla sua grotta, o quasi(forse anche per questo attirava non poca curiosità) e per questo sfruttava le sue Ancelle (conosciute come le Fate della Sibilla), queste vivevano all’interno della grotta con lei e potevano uscire soltanto di notte, con l’obbligo di rientrare prima del sorgere del sole per non essere escluse dal regno della Sibilla.

Esse si muovevano tra il lago di Pilato (dove secondo la tradizione si recavano per il pediluvio) ed i paesi di Foce, Montemonaco, Montegallo, tra il Pian Grande, il Pian Piccolo ed il Pian Perduto di Castelluccio di Norcia e Pretare.

Entravano in contatto con le donne del villaggio per insegnare loro la filatura e la tessitura e nelle giornate di festa, si soffermavano a incantare i giovani pastori, ballando al saltarello…se qualcuno dei giovani si fosse infatuato di queste…si dice, che lo avrebbero condotto nel regno della Sibilla, per avere in dono l’immortalità…alla condizione di una vita uguale a quella delle fate: vivere per sempre nella grotta e uscire soltanto di notte.

Le fate sono descritte come giovani donne di bell’aspetto, vestite con lunghe gonne da cui spuntavano zampe di capra, e dovevano stare ben attente a non mostrare le loro fattezze caprine (sarebbero incorse in dure punizioni) e proprio per questo portavano gonne lunghissime…

Sono arrivata da poco al paese.

Dopo un viaggio lungo e tortuoso, ho trovato il luogo di cui mio nonno mi raccontava e descriveva ogni particolare. Sono qui per chiedere al famoso oracolo cosa aspetta alla nostra famiglia…se fortuna o distruzione…

Mi sono documentata venendo qui…ho sentito parlare di giovani ragazze che lavorano per lei, per la Sibilla. E soprattutto sono qui per investigare su cosa successe a mio nonno, tanti anni fa, quando anche lui si trovava qui per parlare con lei…solo che si è imbattuto in una delle Ancelle e giura che sia successo qualcosa, ma non ne riserba alcun ricordo.

Rimescolavo il brodo che mi avevano offerto con un bicchiere di vino…

“Eccole!! Sono arrivate! Presto donne ai telai!”

Una musica iniziò a farsi sentire dall’esterno della taverna.

Decisi di alzarmi e uscire a vedere cosa stesse succedendo e quando uscii, agli occhi mi si presentò un vero spettacolo….

C’erano i più anziani che suonavano un’allegra musica con strumenti di ogni tipo, alla luce di grosse fiaccole, le donne erano a grandi telai a tessere e cantare. Al centro del grande cerchio che si era formato, erano apparse alte donne dal bellissimo aspetto: bionde, more, brune…tutte avvolte in lunghi abiti, ma che nonostante tutto, non gli impediva di prendere a braccetto i ragazzi più giovani  per ballare con loro.

Fu allora che capii…quelle erano le Ancelle, erano le fate della Sibilla…ma perchè fate? Perchè tutti dicono che hanno un qualcosa di magico?

Feci caso che al muovere dei singoli passi emettevano strani rumori, come uno scalpitio di zoccoli?? Al piroettare di una delle ragazze vidi…non avevano i piedi, bensì degli zoccoli! Ma le persone che le circondavano, erano così ammaliate dal festeggiare che non ci facevano caso.

Rimasi in un angolo, più lontano possibile a osservare la scena che mi si presentava davanti, era pazzesco! Alcune Ancelle ballavano, altre insegnavano a tessere, altre bevevano, alcune cantavano…
La festa si prolungò fino a tardi e pian piano le persone iniziarono ad andare a dormire….che altra occasione avevo?

Mi avvolsi nel mio mantello nero come la notte e iniziai a seguirle. Difficile stare al loro passo, se la natura ha voluto conferirgli gli zoccoli era proprio per quel sentiero disastrato che percorrevano…al loro passaggio sciami di lucciole si accendevano, come a segnare loro il cammino…mai visto uno spettacolo così.

Salimmo per metri e metri, sentiero scosceso e rocce ovunque, alternate ad alberi verdi e natura infestante. Eccola, finalmente, la grotta!

Entrarono tutte nella grotta oscura, tranne una di loro, la più piccola.

Dalla grotta…nessuna luce, nessun fuoco a riscaldarle…buio…ma prima che potessi avanzare un altro passo verso di essa, una mano mi afferrò il braccio.

Mi voltai di colpo e la giovane che poco fa era davanti alla grotta, ora, era proprio lì.

In un istante trasformò le sue sembianze in una signora più anziana e alta….Quella che mi si presentò davanti fu proprio colei che cercavo…la Sibilla…

“Pensi davvero che non vegli sulle mie Ancelle? Chi sei ragazza? E smettila di guardarmi a bocca aperta…al difuori di questo luogo cambio aspetto, per ovvi motivi”

“Io…”

Mi resi conto che ancora mi teneva per il braccio, e mi scrollai, drizzando la schiena.

“Io sono qui per mio nonno, sono qui per incontrare la Sibilla, sono qui per farmi leggere il mio futuro e per sapere cosa avete fatto a mio nonno anni fa”

“Tu…vieni, non ti farò entrare nella grotta, sediamoci qui”

Ci credete che ne punto esatto dove disse “sediamoci qui” vi era un tavolo fatto di legno con vecchi tronchi per seduta?

“Allora…per cominciare la storia di tuo nonno…non è un fatto crudele come tu puoi pensare, ma semplicemente si era infatuato di una delle mie ragazze, ma nel momento esatto in cui avrebbe dovuto prendere la decisione e seguirla, e vivere con lei per l’eternità, ha rinunciato. Sai cosa vuol dire quando ti innamori e scopri che quello che hai davanti non è ciò che ti aspetti? Coloro che rinunciano a l’immortalità sono costretti a dimenticare tutto. Su, dammi la tua mano”

“Tutto qui? Gli avete cancellato tutta la memoria per fargli dimenticare questo luogo e le vicende avvenute? E poi come fai a sapere chi è mio nonno?”

“Sì, non vederlo come un atto di crudeltà…se altri dovessero venire a sapere quello che spetta a chi ci segue nel regno…saremmo circondate da falso amore, e questo come ben sai, non è un grosso privilegio. So chi è tuo nonno perchè portava la stessa voglia che anche tu hai sul braccio. Ripeto dammi la mano”

Osservai il mio braccio e mi ricoprii con il mantello. Gli porsi la mano e i suoi occhi si annebbiarono…

“Ti vedo nella tua piccola casa con tuo nonno, eri piccola quando ti insegnò a tirare con l’arco e a difenderti, o…ecco…il momento in cui ti raccontò di me e delle ancelle, quanto sei determinata ragazza…ti verranno a prendere…le tue doti ti aiuteranno, farai carriera e guadagnerai tanti soldi da poter mettere apposto la tua vecchia casa….mia cara, vedo una delusione d’amore così forte…ci rincontreremo e ti ricorderai di me ogni volta che un fascio di sole illuminerà il quadrifoglio vicino al fiore”

Mi svegliai di soprassalto con il fiatone.

Cosa, cosa? Dove mi trovo? Tasto intorno a me e mi rendo conto che sono nella mia stanza…Un fascio di luce la illumina i piedi del mio piccolo letto…

“Sofie? Tutto bene??”

“No-nonno? Ma cosa…”

“Sofie, mia cara, sei tornata ieri e non hai voluto parlarmi di nulla, allora hai visto la Sibilla?”

“La Sibilla?”

Mi aveva cancellato la memoria! Il nervoso che mi stava salendo…

“Nonno! Ma come diamine ha osato?! Mi ha cancellato la memoria!”

“Sì, hai incontrato lei allora…lo sapevo. Quando qualcuno parla con lei, per fargli dimenticare il luogo esatto della grotta, gli elimina la memoria…”

“Ma nonno….”

“Va bene, è tutto ok, anche io molto tempo fa mi sono ritrovato nella tua stessa situazione….però se ci pensi bene, dovresti ricordare ancora quel che ti ha detto”

Fu allora che sentimmo bussare e andando ad aprire…un’alta figura con i sigilli dei soldati mi annunciò di essere stata scelta come guardia reale…Non ci potevo credere…

Il giorno in cui mi preparai all’imminente partenza, mio nonno mi regalò una collana…un piccolo quadrifoglio legato a un fiore, incisi nel metallo…

“Ricorda un fascio di sole illumina il quadrifoglio vicino al fiore”

Il sole splendeva il giorno in cui a cavallo mi avviai verso il futuro annunciato dall’oracolo.

E questa era la leggenda rieditata della grotta della Sibilla! Ovviamente ditemi che ne pensate! 😛

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