IL MISTERIOSO CASO DI JOYCE VINCENT

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IL MISTERIOSO CASO DI JOYCE VINCENT

“Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.
Sono mille venti che soffiano.
Sono la scintilla diamante sulla neve.
Sono la luce del sole sul grano maturo.

Sono la pioggerellina d’autunno
quando ti svegli nella quiete del mattino.
Sono le stelle che brillano la notte.
Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.”
 
Canto Navajo
 
Il mio primo articolo sul mistero si concentra su un caso che ci arriva dall’Inghilterra,  paradossalmente dalla terra del celebre Sherlock Holmes. Vincent Joyce, una giovane ragazza di origini indiane, viene ritrovata morta nel suo appartamento in fase di avanzata decomposizione a distanza di tre anni dal tragico evento.
Come è potuta succedere una cosa del genere?
Com’è possibile che nessuno abbia trovato la povera ragazza prima di allora?
 

Vincent Joice nasce ad Hammersmith il 15 ottobre 1965 da padre di origini africane e da madre di origini indiane. Nel 1985 inizia a lavorare come segretaria presso OCL nella City di Londra e successivamente trova impiego nel dipartimento di tesoreria di Ernst & Young per quattro anni, fino al marzo 2001. Poco tempo dopo diviene vittima di abusi domestici mentre ricopre il ruolo di donna delle pulizie in un motel ad Haringey, un sobborgo di Londra. Si allontana così dalla sua famiglia e dai suoi amici e nel 2003 si trasferisce in Wood Green Shopping City, in un appartamento di proprietà del Metropolitan Housing Trust, utilizzato come casa di accoglienza per vittime di abusi domestici. Molti sono i dubbi e le stranezze che circondano la solitaria fine della povera Vincent, incarnando quello che è l’incubo di molti: morire soli e dimenticati da tutti. La donna viene ritrovata sul suo divano circondata dai regali di Natale che aveva acquistato poco prima della sua morte. Lo stato del corpo rese impossibile stabilire con certezza la causa del decesso, tuttavia l’assenza di segni di effrazione nella sua abitazione fece presumere che possa essere morta a causa di un attacco asmatico. La TV di Vincent rimase accesa per tre anni, unica segnalazione data dai vicini dopo la macabra scoperta del suo corpo putrefatto; raccapricciante e molto triste l’indifferenza di queste persone  capaci di scambiare l’odore di putrefazione con quello dei rifiuti condominiali. Tenendo anche conto dell’alienazione che portano con sé le grandi città, pare tuttavia strano che nessuno, nemmeno i destinatari dei regali che furono trovati con lei, abbia mosso un dito per cercarla o si sia preoccupato per la donna.

Sembra avesse un fidanzato (che le forze dell’ordine provano invano a contattare), un lavoro ed una sorella che afferma di avere ingaggiato qualcuno per cercarla. L’affitto e le utenze della ragazza, pagate solo in parte dall’associazione che la stava aiutando, generarono importanti debiti, ragione per la quale la casa fu aperta rivelando il corpo della malcapitata. Sospetta e poco lusinghiera la posizione di quest’associazione che elargiva soldi senza tuttavia controllare lo stato delle persone che stava aiutando, fragili e bisognose d’attenzioni a causa delle infauste esperienze regalate loro dal destino. Triste, priva di un vero senso logico ed umano, la storia della povera Vincent rimane avvolta nell’ombra e nel mistero. A noi tuttavia piace ricordarla così, in un momento felice e spensierato della sua vita, che in questo scatto resterà immortale.

 
 Eleonora Panzeri