Il galateo e la storia curiosa delle posate. Su Stilcasa.net quelle più belle.

0
371

Le posate non comprendono soltanto forchette, cucchiai e coltelli, ma numerosissimi altri pezzi come cucchiaini, posate per il pesce, per i dolci, le molle per lo zucchero, per il ghiaccio, per il gelato, per l’insalata ecc.
Adesso scopriamo assieme la storia di quelle principali.
Il coltello è stato da sempre la posata principale: nel Medioevo serviva per la caccia e il combattimento, si portava appeso alla cintura in una apposita custodia per proteggersi dall’arma stessa. Il manico variava a seconda dei gusti delle persone, infatti, era abbellito e decorato in base alle possibilità economiche del suo proprietario. Poteva perciò essere in legno, d’avorio, di pietra, di metalli vari, riportare figure religiose, fantastiche o simboliche.
Era un oggetto estremamente personale, ognuno aveva il suo e lo usava anche a tavola. Man mano nel fodero legato al cinturino, gli uomini iniziarono a metterci anche una forchetta ed il cucchiaio.
Il nome posata è stato dato in riferimento al fatto che si parla di oggetti che vengono “posati/appoggiati” sul tavolo.
Nella case dei ricchi, invece, se si era invitati ad un banchetto, vi si trovavano già dei coltelli posati sul tavolo, coi quali si tagliava e portava alla bocca il cibo. Ogni portata veniva servita già a pezzetti da un trinciante, persona predisposta proprio a questo compito oltre che alla sorveglianza della tavola e della cucina.
Esistevano già molti coltelli allora: per rompere noci, per la carne, per il pane ecc.
Il cucchiaio invece era usato sia per portare i cibi liquidi alla bocca che come unità di misura per la somministrazione della medicina. Il suo nome deriva da “cochlea”, chiocciola, più comunemente fabbricato in legno, era considerato la posata dei più poveri, poiché le persone meno abbienti si cibavano di zuppe di legumi e verdure.

Più tardi, per volere dei ricchi signori, i cucchiai iniziarono ad essere costruiti con materiali più pregiati, come l’argento e il cristallo, mentre il manico lo si impreziosiva con smalti e pietre preziose.
Il cucchiaio oltre l’uso domestico, aveva un significato anche amoroso: i novelli sposi erano soliti scambiarsi due cucchiai infatti, come pegno d’amore, simbolo di fedeltà e condivisione.

La forchetta ha una storia più complessa: la sua immagine risale precedentemente all’anno Mille e per la chiesa cattolica fu considerata simbolo del demonio e usarla era peccato.

Ricordiamo la principessa bizantina Teodora che usava portare il cibo tagliato in pezzi alla bocca, servendosi della forchetta, andando contro le leggi del clero. Morì terribilmente giovane, le sue carni andarono in cancrena e questa fu vista come una punizione divina per il grande peccato commesso a tavola.

Secondo Papa Innocenzo III era cosa frivola e vana decorare la tavola con tovaglie e coltelli sfarzosi e preziosi, quasi qualcosa di amorale e abominevole.
In Italia le forchette vennero alla luce nel 1300 circa, con il diffondersi della pasta, essendo lo strumento più consono per infilzarla: usare la punta del coltello per maccheroni, lasagne e tortelli fu una consuetudine che man mano si andò perdendo.
Nel 1500 in Francia e nel resto d’Europa si mangiava ancora con le mani: fu lo scrittore britannico Thomas Coryat, in visita a Venezia, ad apprenderne per la prima volta l’uso e a diffonderlo nel suo paese, soprattutto per i vantaggi che rappresentava questa posata dal punto di vista igienico.
Così Caterina de Medici portò allo stesso modo la forchetta in tavola, nello stesso periodo, seppur re Luigi XIV preferisse un contatto diretto col cibo, servendosi perciò, esclusivamente delle mani. E’ proprio da qui che nasce il detto “mangiare il pollo con le mani, è da Re”, togliendo così dall’imbarazzo chi non sa usare coltello e forchetta e mangia, appunto, con le mani.
La forchetta venne vista sempre un po’ come ostilità, motivo per cui, a differenza dei coltelli, come succedeva anche per i cucchiai, era conservata e ammirata come cimeli di famiglia soltanto.

Galateo a tavola.

Quando si apparecchia la tavola bisogna rispettare un galateo, l’ordine delle posate. I cucchiai, i cucchiaini, le forchette e il coltello hanno una loro collocazione ben precisa, come anche i piatti, i tovaglioli e i bicchieri.

Iniziamo con delle regole semplici e basilari: le forchette vanno messe a sinistra del piatto, con i rebbi rivolti verso l’alto, mentre alla destra troviamo prima i coltelli, con la lama rivolta verso l’interno, seguiti dai coltelli da pesce e dai cucchiai (questi con la parte convessa posata sul tavolo). Ovviamente se non sono previste minestre o piatti di mare, queste ultime due tipologie di posate devono essere eliminate.
Presenti sempre, invece, le posate da dessert che vanno messe nella parte superiore, tra i piatti e i bicchieri con i manici rivolti verso la mano che le userà: nel caso di coltello e di cucchiaio questi devono essere rivolti verso destra, la forchetta, invece, verso sinistra.
Ogni pietanza ha le sue posate: si parte con quelle per antipasti, solitamente più piccole, che si trovano all’esterno, per poi andare verso l’interno. Solo alcune hanno usi speciali, come la forchetta a tre rebbi o il coltello per il pesce che servono, appunto, esclusivamente per consumare questi alimenti. Tutto va mangiato con le posate, ben poche sono le eccezioni che il galateo impone: giusto qualche frutto, come l’uva, mentre per tutto il resto sono d’obbligo forchetta e coltello o cucchiaio.
Per il galateo oltre alle posate riveste una grande importanza anche la sistemazione corretta di piatti e bicchieri: i primi dovranno essere appoggiati preferibilmente su un sottopiatto che dovrà rimanere sulla tavola sino al momento del dolce. Nell’ordine, poi, andranno messi piatto piano, piatto fondo (se si vuole servire una minestra, altrimenti, per l’etichetta, anche la pasta andrebbe mangiata in un piatto piano) e piattino da antipasto. L’eventuale piatto del pane deve essere messo in alto a sinistra, mentre dal centro verso destra trovano posto i bicchieri che dovranno essere secondo il seguente ordine: calice per l’acqua (il più grande), calici per il vino rosso e quelli per il vino bianco. Al massimo si possono avere cinque bicchieri sulla tavola, mentre quelli per distillati speciali, come, ad esempio, il cognac, verranno messi nel momento in cui il liquore viene servito.

Se durante il pasto si desidera fare una pausa, ad esempio per bere o servirsi dal piatto di portata, e le posate sul piatto sono coltello e forchetta, la posizione corretta che devono assumere è la seguente:

Il coltello deve avere il manico appoggiato a destra, sul piatto, ad ore 16, con la lama rivolta verso il centro del piatto stesso. La forchetta, invece, deve avere il manico appoggiato a sinistra, ad ore 20. I rebbi della forchetta hanno le punte rivolte verso il basso e vengono a contatto con la punta del coltello.

A fine pasto, entrambe le posate devono essere posizionate con il manico appoggiato al piatto ad ore 18:30: il coltello a destra, con la lama all’interno, e la forchetta a sinistra, con le punte rivolte verso l’alto.

Alcuni galatei sostengono, tuttavia, che entrambe le posate dovrebbero essere posizionate con il manico appoggiato al piatto ad ore 16:20 (attualmente è la convenzione più utilizzata).

Altri ancora affermano che entrambe le posate dovrebbero essere invece posizionate con il manico appoggiato al piatto ad ore 15:15.

La posizione di fine pasto, con coltello e forchetta a ore 18:30 è senz’altro la più corretta da un punto di vista funzionale: tenendo conto che il cameriere preleverà il piatto usato da destra, le posate non saranno d’intralcio alla presa. Questa posizione, inoltre, non genera mai equivoci, anche nel caso in cui la posata sia unica (in tutte le altre, infatti, sarebbe difficile capire se si tratta di una posizione di riposo o fine pasto).

Posate: consigli per gli acquisti

Vendita articoli Eme Posaterie
L’azienda Eme Posaterie Nasce dalla Famiglia Mori radicata in Lumezzane terra cha ha profonde radici storiche di lavorazione del metallo. Già nel 1974 i fratelli Mori iniziano la lavorazione dei metalli come forgiatori e pulitori di posate di acciaio inossidabile da qui iniziano la loro attività produttiva fondando Posaterie EME che stà per ( Egidio Mori Elio).
Da quella antica e dura produzione tradizionale sboccia, all’inizio degli anni ’80, l’avventura imprenditoriale fortemente innovativa di Egidio Mori con la presentazione di articoli propri di design. EME Posaterie contribuisce ogni giorno a rafforzare l’immagine dei prodotti “Made in Italy”. Gli oggetti per la tavola e la cucina rispecchiano la cultura degli italiani che ogni giorno insegnano attraverso il design, la moda e il food, la vera essenza ed il significato dell’Italian Lifestyle nel mondo.

Vediamo assieme la top 6 degli articoli scelti per voi grazie a Stilcasa.net.

 

Vendita posate a pezzi singoli

 

Servizio Posate CELTIKA TIN GOLD 75 pezzi acciaio inox 1810 lucidato Finitura Oro spessore 5 mm in astuccio regalo EME | Eme Posaterie

Servizio Posate ETOILE 24 pezzi acciaio inox 1810 lucidato a specchio spessore 4 mm in astuccio regalo EME

Set Posate colorate LINEA 24 pezzi in acciaio 18/10 in confezione regalo | Eme Posaterie : nero 1


Cucchiaini Cappuccino e macedonia in acciaio 18.10 AISI430 126 mm in confezione bomboniera | Eme Posaterie


Servizio Posate Colorate Set 24 pezzi NAPOLEON in acciaio 1810 manico Colorato lavabili in lavastoviglie in Confezione Vetrina | Eme Posaterie : blu 2


Cucchiaino espresso e Moka 6 pezzi Temptation in acciaio inox 1810 lucidato a specchio spessore 2 mm | Eme Posaterie

Vendita posate a pezzi singoli