Il faro

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Il faro
Autore: Filippo Semplici

Recensione a cura di Miriam Salladini

“Il faro” di Filippo Semplici è un libro appartenente al genere horror e quindi caratterizzato da pagine che incutono inquietudine nel lettore. Penso che scrivere libri non sia semplice ma in particolare l’horror è un genere ancora più difficile da realizzare: non si deve cadere mai nella banalità riuscendo a creare suspense, trasmettendo timore e inquietudine nella lettura.

In questo romanzo breve, l’autore ci spiega attraverso la storia dei protagonisti come la precarietà dell’esistenza umana possa essere facilmente condizionata da fattori esterni. I protagonisti vivono in una situazione di instabilità economica quindi la proposta di un lavoro allettante e ben retribuito li porta ad abbandonare tutto e a trasferirsi in un’isola disabitata nell’oceano.

Nel romanzo, l’isola è la metafora che rappresenta la nostra società odierna dove vengono proposti modelli da imitare e il mancato spirito di adattamento alle situazioni porta pian piano chi ne è investito ad essere risucchiato in un vortice pericoloso.
Ho apprezzato molto la presenza di Lovecraft, indiscusso maestro dell’horror all’interno del romanzo e il contorno psicologico caratterizzante tutta la storia. I rimandi a una sensibilità molto marcata hanno catturato la mia attenzione fin dalle prime pagine tant’è che ho terminato il libro in due giorni. La scrittura utilizzata da Filippo Semplici è scorrevole con descrizioni che non appesantiscono la lettura ma anzi diventano fondamentali per creare nella mente del lettore un’immagine così come accade in un film. L’autore è stato un regista davvero infallibile nella costruzione di tutti i particolari.

Miriam Salladini