HOTEL CALIFORNIA. STORIA DI UNA PARANOIA

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Dopo un periodo di letture non proprio entusiasmanti, ecco che mi risollevo con il romanzo di Dalila Porta “Hotel California. Storia di una paranoia”.

Originali, innanzitutto, i nomi dei personaggi che, via via, si susseguono, a partire dalla protagonista principale California. Una giovane ragazza che, dopo aver dato il massimo negli studi vive un momento di incertezza, in cui non sa bene come impostare la propria vita.

Si trasferisce a Coimbra, in Portogallo, senza sapere la lingua e non si preoccupa minimamente di impararla, fin quando non ne avrà necessità. Questa località compare come sfondo, senza venir descritta dall’autrice, la quale si limita a fornire qualche dettaglio soltanto sul campus universitario. Luogo nel quale incontrerà Papercut, un ragazzo brillante, affascinante ma dallo strano comportamento e con una famiglia particolare.

Ruolo fondamentale nello svolgimento della storia è ricoperto da Annie, la sorella maggiore di Papercut, amata prima e odiata poi dalla madre, una volta scoperte le problematiche da cui era affetta: strani esseri misteriosi – “loro” – venivano a trovarla di frequente trasformandola in un essere spaventoso.

L’odio della madre per quella figlia “difettosa” sarà talmente forte da farla addirittura morire. Una storia al limite del reale che apre molteplici spunti di riflessione. Come può una madre arrivare al punto di volersi disfare a tutti i costi della propria bimba, sangue del suo sangue, soltanto perché non perfetta e brillante come se l’era immaginata?

Provare vergogna, ribrezzo per una vita nata dall’amore di due persone, cresciuta nel proprio grembo, venuta alla luce portando gioia sembra impossibile, eppure accade non solo in questo romanzo, ma anche nella vita reale.

Tornando al libro dell’autrice Dalila Porta anche il fratello di Annie, Papercut, presenta disturbi lievi del comportamento e questo suo essere talvolta altrove, avere visioni inquietanti lo allontaneranno dalla ragazza incontrata al campus, California, della quale si innamora. Quando, però, il destino è segnato le strade che si dividono trovano sempre un modo per ricongiungersi, anche dopo anni.

Una figura rilevante e interessante quella di California che, con il suo atteggiamento strafottente, il suo fare solo ciò che ritiene necessario, riesce a costruirsi una vita tutto sommato soddisfacente. Una vita che troverà il suo scopo, la sua stabilità in seguito all’incontro con Ivete.

Ogni persona che incontriamo nel nostro percorso di vita, infatti, ci lascia qualcosa, nel bene e nel male. Ogni parola spesa, ogni esperienza vissuta, le parole dette e non dette rimangono nella nostra mente come ricordi – non importa se belli o brutti – come ricchezza, come emozioni provate e impresse nell’anima.

California e Ivete si sono incontrate per caso e tra loro è nato subito un rapporto forte, indissolubile che niente e nessuno (nemmeno la morte) possono scalfire.

Come avete potuto capire, dunque, questo romanzo si presenta interessante, avvincente, ricco di movimento e di spunti di riflessioni. Divertente e, nello stesso tempo, profondo. La lettura scorre veloce, non c’è il tempo per annoiarsi!

Complimenti all’autrice e buona lettura!

Elvira Tonelli