Guido Marangoni. Anna che sorride alla pioggia

0
129

Guido Marangoni
Anna che sorride alla pioggia.

Recensione a cura di Anna Cavestri 

Premio Bancarella 2018.
È un libro delicato, ironico e commovente.
È Guido che scrive queste storia vera.
“Un’ora dopo aver letto l’esito del test di gravidanza, avevo già montato un canestro in giardino. È un maschio, me lo sento!”
Guido e Daniela hanno già due figlie femmine.
A Daniela dopo due parti e due gravidanza andate male interessa solo che la creatura che ha in grembo nasca e sia sana.
Dopo l’ecografia senza tergiversare la dottoressa comunica:” si tratta della trisonomia 21” ( la sindrome di Down) .
Daniela era pronta Guido non aveva afferrato subito.
A stupirli più di tutti le loro figlie che hanno reagito alla notizia con grande gioia.
Oltre le normali preoccupazioni che piombano addosso in queste situazioni, la presentazione maggiore era “per il meraviglioso mondo degli stereotipi e degli sguardi degli altri “
Guido sceglie l’ironia per affrontarle.
Anna è il nome scelto da una delle sorelle appena saputo il sesso.
La famiglia di Anna è una bella famiglia, c’è amore, comunicazione, confidenza, Daniela è una psicologa, Guido un ingegnere.
La nascita di Anna porta gioia, le sorelle la riempiono di baci e coccole e lei ripaga con grandi sorrisi. Fin da subito è chiaro il carattere di Anna che si fa capire benissimo. Vengono raccontati episodio divertenti.
Daniela e Guido cominciano a condividere la loro esperienza con le famiglie che si trovano nella stessa situazione, la condivisione aiuta. Guido si prodiga in tutti modi per far conoscere le potenzialità e le capacità dei ragazzi Down, per dargli la possibilità di una qualità di vita pari a “normodotati “.
Pur con momenti di sconforto come è normale che sia, la famiglia è tenace e pronta sempre a tutelare Anna.
Un libro come già detto scritto con ironia che fa commuovere. Una testimonianza di quanto è possibile fare e di quanto è stato fatto per evitare esclusioni e isolamenti. Tanto c’è ancora da fare. Ho lavorato per tanti anni con questa disabilità, ho conosciuto famiglie eccezionali. Hanno bisogno di non essere lasciate sole e c’è sempre bisogno di sensibilizzare contro gli stereotipi o il pietismo. È una lettura che consiglio, non è un libro triste, è un libro da cui si può imparare molto.