Guglielma e Maifreda, due donne nella storia. Parte seconda

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I protagonisti sono donne e uomini di Milano più una straniera che i documenti chiamano, in latino Gullielma, e che diventò, per quelle donne e uomini, una maestra, una consolatrice, figura di Dio, il Dio Spirito santo incarnato a donna. All’epoca, seconda metà del Duecento, Milano era una città ricca di soldi e d’idee ma in declino rispetto all’epoca comunale e agitata da molti conflitti, con Roma, con le città vicine, tra le grandi famiglie. Intorno a Guglielma le divisioni cessarono di essere laceranti.

Intorno a lei si ritrovarono donne e uomini, persone del popolo, borghesi, grandi mercanti e signori della più antica aristocrazia. Morta lei e sepolta come una santa a Chiaravalle, essi continuarono trovarsi nel suo ricordo e nel suo amore, dandosi come capo un’altra donna, suor Maifreda da Pirovano, cugina di Matteo Visconti, signore della città. L’idea fu di Andrea Saramita, uno dei primi i devoti di Guglielma, che diventò il teologo del gruppo e lo trasformò in una nuova Chiesa, con gerarchia maschile e femminile. Tutto lesto durò fino al 1300 e terminò con un processo dell’Inquisizione e i roghi accesi in piazza della Vetra, in cui, insieme ai corpi vivi di alcune religiose, di Andrea Saramita, di suor Maifreda, furono gettati anche i resti mortali di Guglielma.

Raimondo Rodia