Goliarda Sapienza: Io, Jean Gabin

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Goliarda Sapienza
Io , Jean Gabin.

Recensione di Anna Cavestri 
È un romanzo autobiografico questo. Pubblicato postumo, come quasi tutti i suoi romanzi.
Goliarda cresce in una famiglia tutta particolare: Il padre Peppino, antifascista convinto avvocato dei poveri, la madre Maria, socialista e sindacalista molto combattiva.
Una famiglia allargata composta da 10 fratelli e sorelle, 7 del primo matrimonio della madre, 3 del padre, lei unica figlia in comune.

A Catania, città natale, la sua casa era un centro antifascista, durante il ventennio, dove si riunivano personaggi importanti.
Sicuramente una casa stimolante, ma difficile per una bambina piccola. Ad educarla sono soprattutto gli uomini per i suoi primi 16 anni, le donne assenti:” ecco che le femmine sono sparite di nuovo. …,sballottata fra le braccia e petti duri pieni di peli. Sarà la mia impressione ma le guance ancora mi pizzicano per tutte le barbe che per secoli mi hanno sbaciucchiato. ….”

Goliarda parla soprattutto delle persone che sono state importanti per la sua formazione: Ivanoe, il fratellastro, soprattutto, zio Nunzio, il professore Ysaya.
Ivanoe, non cura solo i bisogni fisici della piccola Iuzza, ma si preoccupa pure della sua crescita spirituale, intellettuale e civile, aiurandola a dipanarsi nel marasma di quello che succedeva. È lui che risponde a tutte le domande curiose della bambina, toccherà a lui parlarle pure delle mestruazioni.

Il cinema Mirone è il luogo per eccellenza della sua formazione. Ci passava interi pomeriggi, per la famiglia era più sicuro che saperla in giro per la strada.
Ci andava da sola, era il suo rifugio e la sua evasione. Qui vede e rivede, i film del suo attore preferito, co protagonista di questo romanzo. Jean Gabin “vagabondo, anarchico “che diventa il suo “mentore ,il modello in cui identificarsi e compenetrarsi.

Con questo referente Goliarda filtra i suoi pensieri, i suoi sentimenti, pondera le sue decisioni.
Lui è la persona sempre a suo fianco.
I vicoli di Catania sono come la casba di Algeri di Pepe’ le Moko, e li si avventura, tra pescatori, prostitute, artigiani e pupari.
Un romanzo singolare come singolare è stata la vita di Goliarda, di cui qui traccia un ritratto affettuoso per la sua famiglia, e un percorso non sempre facile che ha caratterizzato la sua vita.
È un libro che si legge con piacere, interessante anche sotto il profilo storico e sociale che attraversa.
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