Giuseppina Torregrossa. Cortile Nostalgia

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    Giuseppina Torregrossa
    Cortile Nostalgia

Recensione di Anna Cavestri 

 

    • A Palermo c’è una piazzetta abitata dalla magia, dove ogni notte sette fate, una più bella dell’altra, rapiscono i passanti per condurli verso luoghi lontani e riportarli a casa, alle prime luci dell’alba.

 

    • In questa piazza vive Mario Mancuso, nel cuore dell’Albergheria, tra i mercanti che “abbannianu ” a Ballarò. Orfano, ha conosciuto solo l’affetto di zia Ninetta, che però lo abbandona per seguire il suo sogno.
    • Vive solo, per strada con due suoi grandi amici di scorribande.
    • A 15 anni, si è già uomini e bisogna scegliere tra diventare uomo del mafioso del quartiere o fare lo sbirro.
    • Solo lui sceglie di fare lo sbirro.
    • Incontra Melina, per lui il sogno di avere finalmente una famiglia ed il calore che gli e’ stato negsto, per lei 16enne, lui rappresenta la libertà da due genitori severi e privi di sentimenti nei suoi confronti.
    • Mario entra nei Carabinieri, è stato assegnato a Roma, prima di partire, in tutta fretta celebrano le nozze e con la stessa fretta vengono consumate.
    • Così nasce Maruzza, che forse può colmare la distanza tra moglie e marito.
    • A legarli è una sottile nostalgia, la stessa che gli abitanti della piazzetta, di paesi e colori diversi, curano ogni sera con piatti cucinati dalla donna che tutti chiamano Mamma Africa e che sembra avere lo stesso dono delle sette fate.
    • Il romanzo attraversa gli anni che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni settanta. Palermo accoglie tutti e l’integrazione avviene naturalmente, ad aiutare Melina, sarà Mamma Africa e le sue amiche.
    • Mario, starà per molto tempo fuori casa, sarà assegnato alla scorta di Aldo Moro.
    • È un bel romanzo corale questo, pieno di vita di colori e odori.
    • La Terragrossa racconta molto bene la necessità innata di ognuno di essere accolti in un abbraccio :di una madre, di un marito, o una città che sappia tenere aperte le porte anche di notte.
    • La nostalgia l’ho avvertita io leggendo, Palermo, la mia città, è ancora così, accoglie, profuma, ha il caos dei quartieri popolari, tutto il bello ed anche quello che bello non è.
  • È un libro che si legge facilmente, scorre veloce.