Gail Honeyman. Eleanor sta benissimo

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Gail Honeyman
Eleanor Oliphant sta benissimo

Siamo a Glasgow.
Dopo un incendio, di cui solo alla fine del libro si saprà la causa, Eleanor, rimane con una parte del viso rovinata da una grande citratrice. Ma da quel giorno la sua vita trascorre tra comunità per minori ed affidamenti familiari falliti. Fino ai 18 anni quando vince una borsa di studio ed i servizi sociali l’aiutano a trovare una casa tutta per lei.
Nonostante venga definita difficile dai vari affidatari a scuola è molto brava e si laurea in Lettere classiche.

Lavora nel beck Office di un’agenzia di graphic designer, in totale solitudine. Non ha rapporti coi colleghi, che la evitano, non ha famiglia, nulla sa del padre e della madre sa che ha girato le “ migliori patrie galere”. Però la sente al telefono tutti i mercoledì, la madre la chiama ed il più delle volte per denigrarla.
Eleanor parla da sola e per compagnia beve vodka.
Ogni 6 mesi le fa una visita affrettata un assistente sociale.

La solitudine è una gran brutta cosa ed è con questa che deve fare i conti. Ad una festa per il compleanno di una collega partecipa, seppur di malavoglia e riesce ad innamorarsi di un cantante, naturalmente senza che lui lo sappia. E comincia una ricerca spasmodica sui social per avere sue notizie, immaginando il giorno dell’incontro con annessa preparazione dall’estetista e dalla parrucchiera. Cerca aiuto dal collega di informatica per comprare un pc per casa ed il suo tempo libero lo passa a cercare informazioni sul cantante.

Succedono vari imprevisti nella sua vita, che la costringono a stare a casa dal lavoro ed a intraprendere un percorso terapeutico. Così scopriamo la vera vita di Eleanor, tutt’altro che facile.
Il libro è interessante perché mette in luce la fatica di vivere, riuscire a farsi accettare ed avere amicizie, quando l’infanzia ( mai scelta) ha lasciato tracce negative nelle persone. Non è un libro pietistico, anzi la protagonista ha cercato di affrontare le difficoltà con una sua grinta che da sola non era sufficiente, grazie al lavoro con la terapeuta, Eleanor ha potuto liberarsi di un pesante passato e migliorare il suo presente.
Non è una lettura pesante e non è per addetti ai lavori, lo consiglio perché fa ben capire come i pregiudizi possono nuocere a chi li subisce, e forse aiuta ad essere più cauti ad averli.

Anna