Erbe officinali sui colli di Casola

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Lungo il fiume Senio, nel faentino, si trova la cittadina di Casola, la città delle erbe officinali. Proprio qui, a Casola Valsenio, c’è una forte tradizione delle erbe officinali. Fin da quando nel 1938, Augusto Rinaldi Ceroni, pensò bene di istituire il Giardino Scolastico delle erbe di Casola Valsenio.

In seguito, nel 1974 nacque il vero e proprio Giardino delle erbe officinali. Il giardino di oltre 4 ettari, ospita quasi 500 tipi di piante che vengono studiate per trovare rimedi in campo biologico, medico, culinario e cosmetico. Di fatto, in ambito botanico, si tratta di uno dei giardini più grandi d’Europa.

Ogni venerdì sera estivo, dunque, si tiene il vero e proprio mercato dove è possibile trovare e conoscere, diversi tipi di erbee curative e specialità culinarie. In queste occasioni è possibile provare e acquistare molte erbe, dalle più conosciute a quelle più rare come l’artemisia, l’assenzio, il coriandolo, la pimpinella, il rosolaccio, lo zafferano, il crescione, la valeriana e tante altre.

Con le erbe di Casola Valsenio si preparano poi ricette notevoli e piatti prelibati, da antipasti fino ai dessert tutti a base di erbe. Oltre alle erbe, Casola organizza anche la Festa dei frutti dimenticati che si tiene la terza settimana di ottobre e si accompagna a quella dei Marroni locali. Qui si possono assaporare frutti ormai in disuso come l’azzeruolo, la corniola, la ciliegia cuccarina, la giuggiola, l’uva spina e la pera cotogna.

Casola è posta lungo il fiume Senio che scorre in provincia di Ravenna, dalle pendici del Monte Carzolano fino al fiume Reno in cui converge nei pressi di Alfonsine.

Casola oltre che per le sue erbe è nota in quanto si trova lungo un percorso storico-naturalistico di rilievo, grazie al parco della Vena del Gesso, fatto di paesaggi da fiaba e boschi di castagni.

Al di là della vocazione per le erbe officinali, a Casola, meta ideale per trascorrere belle domeniche autunnali e primaverili, si trovano anche interessanti attrattive storiche come la torre civica, con il suo orologio del 1560 o il Cardello, edificio ad ex uso foresteria dell’Abazzia di Valesenio risalente al X secolo.

In zona anche il complesso di San Ruffillo, Santuario dalla storia complicata, edificato intorno al 1130 e distrutto da una frana nel 1738 e immediatamente ricostruito come nuova pieve poi ampliata nell’800, un luogo suggestivo. Molto bella la strada sempre in zona che porta al Monte Battaglia in cima al quale spunta, in mezzo a boschi di castagni e ginepri, il torrione medioevale del XII secolo di cui rimangono alcuni resti. Il torrione, immerso tra i boschi fiabeschi, dominava le due valli del Senio e del Santerno.

La vegetazione di Casola è molto ricca, oltre ai castagni e ginepri si trovano boschi di sorbi, nespoli, sambuchi, roverelle, rubini, meli selvatici.

Importanti ovviamente i castagni che in autunno danno vita ai Marroni di Casola, prodotto enogastronomico molto ricercato, di colore avana scuro e a forma ellittica e dimensioni notevoli. Con 70 castagne solitamente si ottiene un chilo di prodotto. Ad ottobre in molti si recano da queste parti presso i mercati sparsi tra Casola e Palazzuolo sul Senio e negli ultimi anni è stata istituita la Strada dei Castagneti, dove si organizzano escursioni, raccolte di castagne e degustazioni oltre ad alloggi in agriturismi.

Sicuramente una meta molto piacevole dove i romagnoli e non solo amano passare le domeniche, tra natura, storia, paesaggi e gastronomia. Per chi non c’è mai stato si consiglia una visita, soprattutto in primavera o in autunno durante la raccolta delle castagne e la Festa dei Frutti Dimenticati.

L.D.

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