DAR AL – HAJAR

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Tra i tanti luoghi magici e ricchi di fascino da visitare in giro per il mondo, uno si trova nello Yemen, nella penisola arabica, a cavallo tra Asia e Africa. Parliamo del Palazzo di Pietra a Dar al-Hajar, diventato un simbolo dello Yemen a livello universale. Il palazzo si trova in cima ad una formazione rocciosa che avanza nel Wadi Dhahr, valle molto fertile, ricca di piccoli villaggi e frutteti.
 
Il palazzo ha ben 5 piani ed è stato restrutturato nel 1930 dall’Imam Yahya, vissuto nella prima metà del.900′, come residenza estiva. Il ricco e potente Imam non si accontentò a dir la verità di questo palazzo, ma fece suo un gruppo di palazzi che divennero poi noti per l’incantevole posizione e le belle decorazioni in gesso in stile Sana’a.
 
Dar Al-Hajar è il più noto del gruppo ed è situato a Wadi Dhar vicino Sana’a. Si trova in cima ad una rupe inaccessibile ed è concepito in un antico stile architettonico con la peculiarità delle finestre divise in due parti, con la parte bassa a fungere da classica finestra e la parte superiore di vetro colorato intricato e alabastro traslucido.
Saleh Al-Amari era un religioso, scienziato, poeta e intellettuale con una vasta conoscenza vissuto agli inizi del 700′.
 
Egli era un maestro di geometria e astronomia ed era governatore di Al-Raima e Al-Makha. In particolare eccelleva in ingegneria architettonica, per questo riuscì a dar vita a Dar Al-Hajar. Il nome “Dar al-Hajar” si riferisce alla roccia su cui il palazzo fortezza è stato edificato.
 
Ma le origini sembrano essere più antiche e il palazzo è andato incontro, nei secoli a periodi continui di distruzione e rinascita, come riportano le narrazioni, fatto sta’ che secondo molti le prime ricostruzioni sono addirittura di natura pre-islamica. Il palazzo, dunque, subì molti periodi di declino o distruzione ma risorse sempre più forte e maestoso di prima. Uno dei più gravi episodi di distruzione si ebbe nel periodo di dominaziome ottomano quando una serie di eventi piovosi mise in ginocchio il castello.
 
A ricostruirllo fu l’Imam Al-Mansur, che ne fece la sua casa. Ne fece un palazzo, un luogo per le vacanze, non una residenza permanente in cui vivere come divenne poi usanza di molti sovrani yemeniti.

Più tardi, l’Imam Yahya ristrutturò il palazzo e aggiunse alcuni servizi, come un mafraj, che è una stanza all’ultimo piano della casa e dalle cui finestre si può vedere la valle da ogni angolo. Si dice anche che il palazzo sia stato costruito nel sulle rovine di un antico palazzo sabeo, conosciuto come Dhoo Seedan.

Da sempre il palazzo è noto per il suo giardino descritto come una sorta di paradiso dei frutti, vista l’ampia varietà di frutta coltivata grazie alle condizioni favorevoli. Questo grazie al fiume che irriga la valle e qui si trovano decine di varietà di viti come Al-Qhawareer, Al-Seysaban, Al-Romi, Bayadh, Al-Sooda, Al-Atraf, Al-Nawasi, Al-Ziyadi, Al-Farsi, Al-Jerashi, Al-Oyoon, Al-Dhorooa,  Al-Noshaey, Al-Dawali e tante altre. Ma anche i peschi non mancano ad esempio il pesco Al-Himyario o Al-Kholasi.

Oltre a questi, decine di varietà di pere e fichi introvabili altrove, ranto da rendere quest’area un paradiso botanico e ortofrutticolo.

Mele dolci da sidro, mandorle, mele cotogne, melograni, noci e tanti tipi di rose qui sono la normalità. Il fiume e il sistema di irrigazione portato avanti nei secoli hanno garantito la resa continua di questi splendidi giardini.

Da un cortile lastricato in pietre si raggiunge il Dar al-Hajar. Alla destra della porta del recinto spicca per tutti i visitatori un albero gigante chiamato in arabo al-talooq, risalente a oltre 700 anni fa. La circonferenza di questo albero supera i tre metri e lascia di stucco.

Il palazzo è immenso, 35 stanze, una grande camera per gli ospiti e numerose sale. Le scale sono state concepite in modo creativo, ovvero sono unite insieme dalla sommità della roccia al suo fondo.

Sul versante sud del palazzo c’è un balcone nascosto con piccole vasche e piscine in cui i servi facevano il bucato. Ci sono addirittura negozi sotterranei, con porte che conducono ai giardini vicini e ricchi di logge con belle colonne ed archi.

Per cautelarsi inoltre, visto lo sfarzo e la bellezza del palazzo con le sue ricchezze nascoste, sulle montagne circostanti, sono state piazzate molte torri di guardia.

Tra le varie stanze spicca la suite privata Al-Shadrawan che si trova nel cortile del palazzo, con alti alloggi estivi circondati da finestre in legno, un cortile grande e tre fontane d’acqua. Il cortile poi, possiede al suo interno una serie di servizi lussuosi come bagni turchi o cucine.

L’edificio

È composto di sette piani e rappresenta una vera meraviglia architettonica.

Fortezza di Dar Al-Hajar

Al primo piano si trova l’ingresso e molte piccole stanze. Poi, attraverso le scale, che sembrano scavate nella roccia, si raggiunge il secondo piano, dove si trovano molte grotte, che sembra, ai tempi antichi (quelli del palazzo Sabeo) fossero utilizzate per conservare i cadaveri e dove sopra ora è sorta la Dar al-Hajar.

La nascita di questo grande palazzo si deve anche ad un pozzo profondo 180 metri, che forniva acqua ai residenti e dava vita al palazzo assieme ad un altro canale, utilizzato per la ventilazione.

Il terzo e quarto piano costituivano la casa vera e propria dell’Imam, delle sue guardie del corpo e delle donne. Le camere degli uomini erano separate da quelle delle donne e per questo motivo furono ideate due serie di scale, ciascuna conducente ad un locale separato.

Il quinto piano ha la stessa struttura, ma include anche un magazzino per conservare i cereali e le derrate. Il sesto piano ha un balcone per i piccioni, che venivano utilizzati per le corrispondenze importanti. Era riservato al re ed era il luogo dove costui incontrava i suoi ospiti, si riuniva o stava solo. Il settimo piano infine era per la stagione invernale.

La cosa interessante è che I diversi piani indicano che nella progettazione degli edifici, le stagioni ed i cambiamenti climatici erano punti importanti ed erano seriamente prese in considerazione anche utilizzando calcoli astrologici e di ingegneria molto precisi. D’altronde gli architetti yemeniti acevano un eccellente fama fin dai tempi antichi.

La Dar al-Hajar nella sua ultima ricostruzione è stata restaurata attorno agli anni ’30 per volere dell’Imam Yahya, come sua residenza estiva. Oggi il palazzo è di proprietà del governo, ed è stato confiscato dopo la rivoluzione del 1962 ed è rimasto vuoto fino al 1990.

Dal 1990, un’associazione tedesca ha finanziato la ristrutturazione del palazzo che è stato trasformato in un museo, dove la casa è il principale reperto e dove vengono ospitate mostre fotografiche moderne.

Un posto davvero affascinante, misterioso e incantevole uno di quei posti che rimangono impressi una volta visitati.