Cos’è il Narcisismo Patologico? La testimonianza di una vittima

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Ben ritrovati amici,

oggi affronteremo un tema nuovo, di cui si sa ancora poco ma che colpisce sempre più persone, rovinando rapporti e coppie, il narcisismo patologico, e lo faremo grazie alle esaustive spiegazioni del dottor Giuliano Scavuzzo.

Secondo lo psicoterapeuta, si tratta di una patologia psicologica grave e poco conosciuta ma la cui percentuale di persone affette è in costante crescita e che solo negli ultimi anni è entrata di diritto tra le vere e proprie malattie psicologiche.

I meccanismi che mette in atto un narcisista sono, strategicamente e psicologicamente, al limite della perfezione. Il partner (uomo o donna), viene prima catturato, portato a sé con grande maestria e poi distrutto.

Un narcisista farà sempre sentire la sua vittima, all’inizio, speciale e incredibilmente affascinante. Sarà in grado di smuovere tutte le più importanti e profonde sensazioni, capirà l’altro.

Questo comprendere, questa infinita apparente empatia, in realtà è solo finzione, è razionalità e calcolo. Un narcisista comprende il partner (o potenziale partner) non perché ci sia affinità, ma solo grazie alle sue incredibili doti che non hanno nulla a che vedere con le emozioni e i sentimenti.

Una volta “catturata” la preda tessono intorno a lei una tela di inganni e menzogne che poi serviranno a dissimulare i propri comportamenti. Ad esempio, una donna narcisista, potrebbe fare molti complimenti al proprio compagno (avendone compreso magari il bisogno di attenzioni), ma inserendo anche delle considerazioni, apparentemente innocue, che saranno in seguito il cavallo di Troia per distruggere.

La metodologia base che una persona affetta da narcisismo patologico usa è quella di esaltazione e depressione. In pratica, secondo gli esperti, il loro modus operandi distruttivo è semplice: portano la vittima in alto, esaltandola, facendola sentire amata e compresa, per poi lasciarla cadere.

Più si sale e più la caduta sarà rovinosa. E poi, grazie al famoso cavallo di Troia, torneranno facendo credere alla vittima tutt’altro, che loro sono innocenti. In questa guerra psicologica il partner avrà l’autostima aggredita e distrutta, le certezze diverranno dubbi fino a non comprendere dove sia la verità.

E se, eventualmente, distrutto per tale situazione, il partner riuscirà a trovare la forza per abbandonare l’altro, questi tornerà, farà di tutto per riprendersi la persona “amata”.

Non agirà in tal modo per sentimenti come l’amore o l’affetto, ma perché si sentirà privato del proprio strumento di piacere e di esaltazione dell’ego. Un narcisista è egocentrico ed egoistico allo stadio massimo, portandolo a soffrire lui stesso quando non è al centro di una relazione”

Secondo Scavuzzo si tratta di una patologia che colpisce gli uomini quanto le donne, sviluppandosi in giovane età. Il narcisista ha un “IO” spropositato che esalta continuamente, ma avendo poca autostima, ha bisogno di qualcuno da portare alla distruzione, che fungono da semplici pedine al fine della sua esaltazione.

La vittima, nella quale totalità dei casi, del narcisista, è il partner. Infatti il malato ricerca persone che siano solari, positive e molto sensibili. L’atteggiamento del narcisista, specialmente all’inizio di una possibile relazione è seduttivamente perfetto.

I narcisisti sono, quasi sempre, persone molto interessanti, capaci di sedurre con astuzia e grazia. Comprendono chi hanno di fronte e sono in grado di far leva sui loro bisogni per ottenere quello che desiderano.

Una persona affetta da narcisismo patologico non è “cattiva” in senso stretto, non vuole distruggere per fare del male fine a se stesso. Si tratta di malati, che hanno un problema come potrebbe avere un’altra persona il raffreddore.

Per ora non esistono vere e proprie cure o terapie per superare il narcisismo. Essi, per una serie di ragioni che ancora non sono chiare alla psicologia moderna, vivono nella distruzione altrui senza poter sentire alcun genere di rimorso”.

Purtroppo il narcisista patologico non sarà mai capace di rendersi conto di avere un problema: si sente bene e ha la coscienza a posto, non rendendosi conto di procurare coi suoi atteggiamenti, del male all’altro.

Egli continuerà a mentire e a recitare anche dinnanzi allo psicologo, se intanto il parter sarà riuscito a portarlo, facendo credere che sia lui la vera vittima, che l’altra persona ha problemi che stanno rovinando la relazione!

Per questo è preferibile un esperto in narcisismo patologico che potrebbe riuscire a comprendere le meccaniche reali e fare una diagnosi diversa rispetto a quella che il narcisista vuole far credere.

Ma, ripetiamo, sarà un caso raro visto che il narcisista non accetterà mai di recarsi da uno specialista.

Se si ha il dubbio di avere accanto una persona malata di narcisismo patologico gli esperti consigliano, per prima cosa, di andare a parlare con uno psicologo o psicoterapeuta.

Sarà utile per avere un parere “esterno” su una serie di dinamiche personali e di coppia.

 

Adesso diamo la parola ad una nostra amica, che ha deciso di raccontare la sua esperienza col narcisista patologico al Salotto Rosa.

Tutto è iniziato con la fine del mio matrimonio, quando mi sono separata da mio marito dopo aver scoperto che lui mi tradiva. Mi sono ritrovata all’improvviso sola con una bambina di 4 anni, e per di più lontano dalla mia città e dalla mia famiglia. È stata una esperienza dolorosissima e traumatica per me, che mi ha portato poi a fare scelte sbagliate, per bisogno di amore e per paura della solitudine. In quel periodo conobbi quello che poi sarebbe diventato il padre del mio secondo figlio, ero disperata ed averlo incontrato per me fu come vivere una favola. Lui mi capiva, mi apprezzava come donna, mi faceva sentire una principessa. Tra noi nacque subito un’intesa emotiva e sessuale fortissima ed io mi aggrappai a lui con tutte le mie forze: avevo bisogno di credere ancora nell’amore. Così gli aprii il mio cuore, come non avevo mai fatto con nessuno prima, non immaginando che quello sarebbe stato l’inizio dell’inferno e che quell’uomo si sarebbe rivelato presto un mostro. Rimasi incinta quasi subito, un figlio voluto da entrambi, ma mentre per me quel figlio rappresentava il coronamento di un sogno e la realizzazione di una nuova famiglia, per lui, come ho capito dopo, non è stato altro che un voler soddisfare il suo ego maschile, non avendo lui altri figli e avendolo sempre considerato un prolungamento di se stesso.

Nonostante la nascita del bambino non decise mai di venire a vivere con noi, perché non voleva perdere la sua libertà diceva, e perché io avevo un’altra figlia, così rimasi da sola a crescere i due bambini mentre lui andava e veniva da casa mia quando e come voleva. Cominciai a soffrire di attacchi di panico e crisi di pianto, ma quando veniva a casa ero felice e facevo di tutto per compiacerlo e per accoglierlo in tutti i sensi. Quando andava via, invece, mi lasciava con un vuoto dentro terribile e rimanevo da sola con tutto il peso della situazione familiare sulle mie spalle. Cominciarono le prime discussioni, poichè gli chiedevo più presenza e collaborazione, al che lui si arrabbiava e scompariva per settimane o mesi, non rispondeva nemmeno al telefono, facendoci vivere un lutto ogni volta sia a me che ai bambini. Spesso invece si arrabbiava per stupidaggini, perché avevo visto un programma che a lui non piaceva o perché avevo parlato al telefono con il mio ex marito, e di nuovo mi puniva con il suo silenzio e il suo abbandono. Stavo talmente male in quei mesi che quando tornava lo riaccoglievo a braccia aperte dalla felicità. Ero diventata dipendente da lui, ma ancora non me ne rendevo conto. Sentivo un dolore dentro di me, avevo persino paura di parlare perché temevo la sua reazione e il suo abbandono e piano piano stavo perdendo anche la mia autostima. Mi convinsi che ero io quella sbagliata e che avevo bisogno di aiuto, cosi decisi di rivolgermi ad una psicoterapeuta. Devo dire che lei mi ha aiutato molto facendomi lavorare molto su me stessa e cercando di farmi aprire gli occhi, ma inutilmente. Così tra alti e bassi, tra abbandoni, ritorni e abusi emotivi, sono passati 16 anni con quest’uomo, che stava continuando a distruggermi psicologicamente. Da poco sono venuta a conoscenza, grazie ad alcune pagine sul social network Facebook, del Narcisismo Patologico, e da quel momento mi si è aperto un mondo: ho finalmente trovato la risposta a tutte le mie domande. Aver preso consapevolezza che questo uomo sia affetto da tale disturbo mi ha fatto capire ed accettare il fatto che non avrei potuto davvero fare di più e che non fossi io quella sbagliata. Inoltre, sapere che ci siano tante donne che hanno vissuto la mia stessa situazione, mi ha dato la forza di staccarmi definitivamente da lui e ritrovare la gioia di guardare avanti.

Sto leggendo molto, mi sto informando e mi sto documentando, purtroppo per questo disturbo non c’è una cura, ma per noi che siamo state vittime di abuso narcisistico c’è la possibilità di venirne fuori. Certo, ci vuole tanto coraggio e tanta forza di volontà, ma grazie a tante altre persone, che giorno dopo giorno, in questi gruppi e pagine di Facebook, condividono il mio stesso problema, mi sento meno sola e speranzosa di farcela. So che per me la strada è ancora lunga, ma ho già iniziato il mio percorso di rinascita, e spero che la mia esperienza e le mie parole possano essere d’aiuto per altre donne che ancora non conoscono cosa sia questo distruttivo disturbo della personalità, il narcisismo patologico.”

Grazie mille anche a questa nostra ospite, perché ha accolto il mio invito a parlarne e a esternare un vissuto che fa male, ma che allo stesso modo può aiutare tantissime altre donne e uomini vittime. Si può ricominciare da soli, si può riprendere in mano la propria vita e ricostruire pian piano l’autostima e la gioia di vivere che sono andate distrutte, perché continuare a vivere in contesti che fanno ammalare?

Auguroni e in bocca al lupo a tutte voi !

Giorgia Linho