Cervia: Dal borgo medioevale a Cervia Nuova

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La città di Cervia nel ravennate vede nel 1698 uno snodo cruciale della sua esistenza: La nascita della città nuova.

A quel tempo la cittadina non era altro che un borgo circondato da acque stagnanti e putride, dove malaria e altre malattie erano un autentico flagello. Gli abitanti ottennero da Papà Innocenzo XII la creazione di una nuova città, a schema post-rinascimentale. Da quel momento in poi nacque e si sviluppò la nuova Cervia a dominare quell’area di litorale.

Ma oggi l’antica Cervia, che fine ha fatto? Di fatto è scomparsa quasi totalmente. In mezzo alla laguna di acque salmastre rimane solo la piccola chiesa sconsacrata di Madonna della Neve. Il sale, prezioso bianco elemento tratto da queste acque era stato il motore economico dell’antico nucleo.

Saline di Cervia
Foto Turismo comune di Cervia

La vecchia Cervia di cui già si scriveva nel V secolo si chiamava Ficocle. Comparve ufficialmente nel IX secolo, quando comparvero pure le saline. Proprio le saline fecero di Ficocle un ghiotto boccone per le potenze della zona che se la contesero. Ravenna, Bologna e Venezia si sostituirono a più riprese fino al definitivo passaggio allo Stato Pontificio nel 1509.

A fine seicento dicevamo, la città era malridotta, c’era la piazza col palazzo comunale, due piccoli conventi, la cattedrale, i magazzini del sale, quello che rimaneva della rocca costruita secoli prima da Federico Barbarossa  e il terrapieno. Per il resto spazi vuoti, orti e una popolazione di soli 600 abitanti. La linea di costa si era nei secoli allontanata e con lei l’aria marina. Circondata da acque malsane la popolazione era esasperata tanto da chiedere a più riprese lo spostamento della città al governo pontificio.

Papà Innocenzo XII, l’11 novembre 1697 accolse le richieste e decise di trasferire la città in un luogo più salutare. Il luogo scelto fù accanto alla torre di San Michele eretta da Michelangelo Maffei, tesoriere di Romagna, alla destra del porto canale vicino alla spiaggia. Il progetto fù curato dall’architetto Girolamo Caccia, su modello militare a pianta quadrata, strade ad angolo retto attorno alla piazza centrale e bastioni angolari.

Cervia dunque sembrava simile a molte città del tempo con la differenza che la cortina esterna era riservata alle abitazioni dei lavoratori delle saline che davano una forma meno austera alle mura. Una città residenziale dunque.

Il 24 gennaio 1698 venne posta la prima pietra della futura Cervia. Mentre nasceva la nuova città la vecchia veniva smantellata per sfruttarne i materiali sparendo per sempre. Il tutto fù finanziato anche con un aumento del prezzo del sale.

Un ponte in legno presso Cervia
Foto Emiliaromagnaturismo.it

La nascita della nuova Cervia fù però più lento del previsto e ci furono diversi avvicendamenti tra cui quello dello stesso Caccia. A succederlo Francesco Fontana che cambiò la forma di Cervia in rettangolare e progettò l’imponente palazzo comunale.

Nella stessa piazza centrale, altro versante, la diocesi avviò la costruzione della nuova cattedrale e del palazzo vescovile. Per completare le opere ci vollero decenni, sia per questioni finanziarie che per polemiche politiche e locali di vario genere. Intervennero diversi architetti che in parte modificarlo il progetto iniziale. La zona del canale fù assegnata ai pescatori, mentre i salinari furono dislocati a fine settecento fuori porta Cesenatico in un nuovo Borgo, creato appositamente per loro.

Fino a fine 800 Cervia rimase un blocco compatto che spuntava nella desolata riviera romagnola. Poi con lo sviluppo del turismo balneare, la nascita della grande pineta come attrazione, la creazione della città giardino di Milano Marittima e l’ulteriore allontanamento del mare, la città crebbe ulteriormente, assumendo l’attuale forma.

L.D.

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Fonte “Storie e luoghi di Romagna”, di Andrea Casadio