Amore ruffiano

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AMORE RUFFIANO

Avido, cerchi, nel guscio aperto
di un bacio solenne,
la stessa perlacea intesa,
mentre le tue labbra, sento infuocarsi
sulla conchiglia socchiusa
della mia bocca ansiosa.

Lesto, disseti il tuo peccato
di maschio ruffiano,
e, suggellando la tua brama
alla mia fame di donna innamorata,
ti aggrazi il mio profano consenso.

Quando ti specchi
nell’iride euforica
dei miei sguardi accesi,
all’ardore delle vivide strette,
con un inchino solenne,
mi inviti a bere al calice
dei condivisi assaggi.

Delicatamente, strappi
gli antichi veli
ed io calo la mia resa,
lasciandomi condurre
in un gioco arreso
al tuo verbo scoperto,
fatto di parole calde,
che intessono l’ abito di versi.
cuciti sull’orlo trasparente
di una passione ordita.

Piano, adagi il tuo viso
sul profilo trepido
della mia pelle impaziente,
e pizzichi le corde dell’arpa intonata,
lasciandole vibrare al tocco setoso
delle tue dita testarde.

Allora no che non resisto
alla fiamma accesa
del tuo insistente volermi,
che diviene fuoco all’approdo
della tua lingua sulla rosa aperta
dei miei seni storditi.

Questa notte, amami
sulle note carnali,
che gemono all’urlo fiorito
di un desiderio schiuso

Amore accosta ancora le tue labbra alle mie
per brindare a questo tempo,
che ci vede sposi nell’alcova segreta
di un sincrono richiamo proibito.

Anna Cappella