Ambrose, di Fabio Carta

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Recensione di “Ambrose”, di Fabio Carta

A cura di Elena Ungini

Ca (controllore ausiliario) viene sottoposto a un trattamento, atto a impiantare un congegno nel suo cervello, tutto ciò per poter entrare a far parte della missione Nexus, ma qualcosa va storto e l’impianto gli procura un tumore, che poi si sviluppa in numerose metastasi. Per questo motivo non può più far parte della missione ed è costretto a vivere in una esotuta controllata da altre persone, che lo utilizzano come strumento per delle missioni di guerra, mentre un suo avatar si occupa di sua madre sulla colonia dove lei vive.
La trama si basa sulle conversazioni che Ca tiene con il computer della sua esotuta e con un’entità sconosciuta che parla nel suo cervello, commentando ciò che lui fa, spesso mettendolo in imbarazzo con le altre persone. Ambrose, così dice di chiamarsi l’entità, si comporta come una seconda coscienza di Ca, costringendolo a riflettere e a rivedere le proprie idee e le proprie posizioni. Lo fa ragionare, gli pone domande, lo stuzzica, mettendolo davanti a scelte che lui non avrebbe mai neppure ponderato.
Abbandonando uno scenario apocalittico di guerra tra religioni diverse, Ca decide di tornare a casa da sua madre, per rivederla almeno una volta. Poi, si lascia accompagnare da Ambrose verso la sua destinazione finale.
Romanzo interessante, basato sulla introspezione e sulla ricerca di ciò che è veramente importante nella vita; ambientazione che ci mette di fronte a scenari futuri non improbabili, anche se ancora lontani; buona la descrizione dei personaggi, soprattutto a livello psicologico. Lo consiglio agli appassionati del genere, ma anche a chi vuole approcciarsi a un tipo di fantascienza piuttosto innovativo.

Recensione “Oltre” di Alessandra Bucci

“Oltre ciò che percepiscono le tue pupille c’è dell’altro. Non limitarti a guardare attraverso i tuoi occhi. C’è sempre di più.”

Alba è sposata e ha un figlio, lavora in una libreria situata nel centro di Roma e i libri sono la sua vita. Il suo matrimonio con Guido, però, è in crisi: suo marito la lascia troppo da sola per il lavoro, e lei si sente frustrata.
Per uno strano caso, si ritrova a rispondere via internet ai messaggi di uno sconosciuto: Lorenzo Lupo e, quello che inizialmente sembra essere un semplice gioco, si trasforma piano piano in una storia d’amore importante, vissuta al telefono o al computer. Tutto questo, mentre Alba vive la sua vita con la famiglia, le amiche e i clienti della libreria. Sullo sfondo, strani casi di omicidio che avvengono in città e che sembrano essere commessi da un serial Killer.
Di questo libro mi ha colpito soprattutto la profondità di pensiero delle bellissime poesie che vi sono contenute; versi che i due amanti si scambiano e che sono di una dolcezza infinita.
La trama è ben sviluppata, si dipana in un intreccio in bilico fra romance e poliziesco, tra sentimento e suspense, e lascia con il fiato sospeso fino alle ultime pagine proponendo più di una soluzione agli occhi del lettore che vuole provare a risolvere l’enigma. La storia d’amore suscita una buona dose di pathos. A partire dalla prefazione, il libro offre buoni spunti di riflessione, ponendo l’accento sulle difficoltà che alcuni soggetti incontrano riguardo alla lettura e alla diffidenza e alla scarsa considerazione che la stragrande maggioranza delle persone ha verso chi soffre di questi disturbi.

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