Alla scoperta delle Cinque Terre, tra verde, mare, borghi e sentieri

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Si avvicina la festa del primo maggio, ossia il ponte per i più fortunati, che potranno fare i bagagli già venerdì 27 e stare fuori ben quattro giorni!
Il clima inizia a diventare mite e sarà davvero piacevole visitare nuove mete che sia in città o vicino al mare.
Momondo, il motore di ricerca viaggi più utilizzato al momento, con sede a Copenaghen, oltre ad aiutare gli utenti del web a cercare e confrontare prezzi di voli, hotel e auto a noleggio, ha stilato di recente la top 6 delle mete più ambite e apprezzabili per l’occasione.
Scopriamole assieme:

Cinque Terre
Firenze
Boston
Amburgo
Trieste
Cracovia.

Qui su Loscrivodame oggi ci soffermeremo sulle Cinque terre, tratto di costa frastagliato della Riviera ligure di levante, situato nel territorio della provincia spezzina.

Perché si chiamano così?
Perché  tra Punta Mesco e Punta di Montenero  si trovano 5 borghi, o terre: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.
Dal 97 fanno parte del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, mentre nel 99vi è stato istituito il Parco Nazionale.
Grazie al clima mite è la meta ideale per godere delle spiagge, dei borghi, dei sentieri e della natura che questo splendido territorio ci offre.
Scopriamo i borghi.

Riomaggiore.
È il primo borgo che si incontra venendo da La Spezia, il paesino risale secondo tradizione, al secolo VIII, fondato da un gruppo di profughi greci, in fuga dalla persecuzione di Leone III.
Le abitazioni sono tinteggiate secondo i vivaci colori liguri e seguono lo schema delle case-torri, sviluppate in altezza su 3-4 piani e legate una all’altra in schiere parallele. Nella parte alta vi si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel 1340, dove sono visibili i resti del Castello del XV-XVI secolo.
A Riomaggiore inizia la Via dell’Amore, che porta fino a Manarola, strada pedonale molto suggestiva, da cui ammirare splendidi paesaggi.

Fast Lane Magazine – riomaggiore-cinque-terre-italy

Manarola.
Manarola è stata invece fondata dai romani il cui nome deriverebbe da “Manium arula” ossia tempio dedicato ai Mani.
Anche qui le case hanno la struttura a torre, arroccate su uno scosceso promontorio di roccia scura che scende fin giù al porto. Il borgo si struttura attorno al corso principale, ora ricoperto dal torrente Groppo. A monte dell’abitato si trova la piazza, dove si concentrano gli edifici religiosi, come la Chiesa di San Lorenzo, in stile gotico, l’oratorio dei Disciplinati e la torre campanaria.

Corniglia.
Le origini di Corniglia risalgono al tempo dei romani, infatti il suo nome deriverebbe appunto da “Gens Cornelia”, famiglia romana, padrona del posto.
Si trova su un promontorio roccioso a picco sul mare, da cui sono ammirabili i borghi vicini. Per arrivarci bisogna salire la “Lardarina”, caratteristica scalinata di mattoni formata da ben 33 rampe e 377 gradini oppure la strada carrozzabile che dalla stazione ferroviaria porta al paese.
Le case qui sono più basse, tipiche dei centri rurali d’entroterra e da un lato guardano il mare e dall’altro affacciano sulla strada. La chiesa di San Pietro è una testimonianza gotico-ligure delle Cinque Terre, edificata nel 1334.

Vernazza.
Vernazza fu fondata intorno all’anno Mille e il suo nome deriva da “Gens Vulnetia”, antica famiglia romana a cui appartenevano gli schiavi che, una volta liberati, vi fondarono il paese. Ospita logge, porticati, portali, presentandosi come un borgo elegante e nobile. Ha delle viuzze che scendono fino al porticciolo, nella piazzetta ed è punteggiata da da costruzioni difensive, casetorri, il Torrione e il castello dei Doria, che proteggeva dalle invasioni barbariche.

Monterosso.
È il paese più occidentale delle Cinque Terre, situato a ridosso di colline coltivate a ulivo, ha splendide spiagge. La torre Aurora separa il borgo antico medievale da quello moderno e residenziale che si trova lungo la spiaggia. Nella chiesa di San Francesco sono custodite importanti opere, tra cui la Crocefissione. La spiaggia di Monterosso è la più estesa che la configura come la Terra più turistica, con alberghi e strutture più ricettive.

Al di là del mare e delle chiese, questi cinque coloratissimi borghi abbarbicati sulla
costa hanno molto da offrire tra percorsi nella natura, passeggiate e offerte gastronomiche. La Via dell’Amore è decisamente il percorso più famoso, che unisce nel tratto di 1km Riomaggiore a Manarola: prende il nome da un’anonima scritta lasciata su un muro e che incarna il romanticismo che caratterizza questa passeggiata. L’accesso è a pagamento e spesso il tratto risulta piuttosto affollato, per questo vi consigliamo di visitarlo la sera… magari durante l’ora del tramonto se viaggiate in coppia!
Se invece siete dei veri e propri appassionati di trekking, la Via dei Santuari è quella che fa per voi: questa strada unisce i cinque santuari dei diversi borghi attraverso viali tortuosi che salgono sulle colline e aprono bellissimi scorci sul mare, tra la macchia mediterranea e piccoli corsi d’acqua. E per rifocillarsi a fine giornata non c’è niente di meglio dei ristoranti locali dove assaporare la cucina locale tra trenette al pesto, frutti di mare, acciughe e focacce.

Ecco i consigli di Momondo per raggiungere più facilmente le Cinque Terre e viverle al meglio:

Come arrivare alle Cinque Terre
Le modalità migliori sono due: treno o automobile.
Treno: potete usare come punto d’arrivo la città di La Spezia e da prendere uno dei numerosissimi treni che collegano tutte le Cinque Terre con notevole frequenza e ottima organizzazione (e biglietto sicuramente più caro della norma, questo mettetelo in conto).
Sconsigliata l’automobile all’interno delle Cinque Terre, non trovereste parcheggio. Se decidete di muovervi in automobile meglio lasciarla parcheggiata a La Spezia e da lì prendere il treno.

Come vivere al meglio le Cinque Terre
Ecco alcuni consigli per chi intende visitare le Cinque Terre la prima volta:

1. Prenotate il vostro hotel con largo anticipo
Soprattutto se pensate di andare nei periodi di massimo afflusso, ma tenete presente che capita che gli alberghi migliori siano pieni anche in inverno con le giornate di pioggia, quindi meglio organizzarsi per tempo.

2. Evitate i mesi più caldi e le ore più calde.
I colpi di sole sono decisamente un rischio concreto quando si cammina vicino al livello del mare.

3. Controllate sempre lo stato di sicurezza dei sentieri.
Parliamo di zone fragili e sottoposte a rischio frane quindi capita che alcuni sentieri siano chiusi o inagibili, meglio verificare.

4. Camminate lungo i sentieri sempre e solo con le scarpe da trekking.
Questi sentieri per quanto bellissimi sono comunque sentieri di montagna con terreni dissestati, affrontateli nella modalità giusta con le scarpe adatte e acqua dietro sempre a disposizione.

5. Ricordate che c’è da pagare un biglietto in estate.
Questo per conservare e salvaguardare al meglio questi sentieri frequentati da molti più turisti di quanti in realtà ne supporterebbero (stano infatti pensando di mettere il numero chiuso alle entrate, informatevi sempre prima di partire).

Scopriamo assieme invece le 5 escursioni più belle:

Sentiero Azzurro

Il Sentiero Azzurro costeggia tutto la costa che bagna le Cinque Terre e collega tutti i borghi: da Riomaggiore a Monterosso al Mare, toccando Corniglia, Manarola e Vernazza.
Quanto rende speciale questo percorso è sicuramente la sua vicinanza al mare, i suoi scenari pittoreschi e i paesaggi che si ammirano lungo il percorso: un bellissimo mix tra natura e scorci da cartolina. A questo va aggiunta la forte antropizzazione che permette pause e (diciamolo pure) comodità quali ristoranti ottimi e alberghi a portata di mano.

Il livello è piuttosto semplice, ma pur sempre escursionistico quindi serve avere le scarpe adatte e un minimo di preparazione atletica aiuta: non pensate che non ci sia da faticare.

In termini di durata si parla di 7/8 ore (a seconda del passo), ma ad oggi a causa di alcuni tratti franati non è percorribile per intero. Servono quindi delle alternative.


La via dei santuari
Questa via è antica, particolarmente interessante dal punto di vista culturale e ancora utilizzata in ambito religioso: si tratta di un percorso che collega i 5 santuari vicini alle Cinque Terre e usati dai propri abitanti nel corso di celebrazioni o ricorrenze speciali.
La via dei Santuari è di fatti un itinerario a mezza costa che collega i 5 Santuari, da farsi a piedi o in bicicletta a seconda di come si preferisce. (Si può fare anche a cavallo, per esempio).
Il percorso è semplice e attraversa terrazzamenti, orti, casolari e piccolissimi centro abitati: l’immersione nella cultura locale è assolutamente garantita.

Manarola Panoramica
Valida e bellissima alternativa al Sentiero Azzurro, questa escursione collega Manarola a Corniglia e si tratta di un percorso che resta a mezza costa e offre una vista panoramica suggestiva per la maggior parte del tempo (circa due ore o due ore e mezza la durata complessiva).
Si lascia Manarola e si comincia a salire lungo il sentiero 506: leggermente faticoso, ma adatto a chiunque abbia un minimo di fiato (o tanta volontà). Nel mentre si incontra il piccolo paese di Volastra con la sua chiesetta e si prosegue con il sentiero 586 in direzione di Corniglia, ammirando nel mentre gli scenari che si parano di fronte.
Sentiero Liguria o Alta Via Ligure
Questo percorso permette di attraversare per lungo l’intera Liguria, si tratta di un vero e proprio cammino o trekking lungo e parte da Lerici per arrivare a Ventimiglia, facendo ovviamente delle tappa anche alle Cinque Terre. A differenza degli altri percorsi però qui ci si addentra di più nell’entroterra montano e se il Sentiero Azzurro costeggia il mare, qui ci si allontana percorrendo tratti di montagna.
L’Appennino Ligure offre scenari molto belli e adatti a camminate anche in pieno inverno (solo là dove le condizioni meteo sono favorevoli), ma va sempre ricordato che la montagna richiede accortezza e che qui parliamo di un terreno particolarmente frastagliato.
Consigliabile quindi questo percorso solo a chi ha già esperienza.
La Via dell’Amore
Siamo tutti in attesa che questo tratto così suggestivo e romantico sia nuovamente aperto e percorribile: la Via dell’Amore, ovvero il tratto di sentiero che collega Riomaggiore con Manarola.
1 km scarso di pura bellezza e passeggiata lungo mare. Decisamente uno dei percorsi più amati e percorsi… Fino al giorno della frana che ha interrotto il passaggio e non permette ad oggi ai visitatori di percorrere il sentiero. Si parla di riapertura nel 2019, da segnare la data.

Mangiare e dormire: Dove?
Per dormire in questa splendida terra, vi aiuterà Momondo nella scelta tra hotel, bed & breakfast, agriturismi, e affittacamere. Per mangiare invece sul posto potrete trovare splendidi e rinomati bar, locali e ristoranti.

La cucina tipica:
La cucina tipica delle Cinque Terre lascia intatte le caratteristiche della sua stessa lunga tradizione.
Il pesto è fatto col basilico, olio e formaggio grattugiato, mentre tra i diversi tipi di pasta, spiccano trofie, di farina di frumento o di castagne, le tagliatelle, da condire con funghi, cavoli, patate, fagioli e ceci.
Le erbe sono un elemento che non può mancare. Le torte di verdura, invece, sono preparate con borragine, bietole, carciofi, zucchini o patate e porri. Altro piatto tipico è la torta di riso, a cui aggiungere funghi secchi.
Il pesce ovviamente dove c’è il mare non può mancare. Famose le cotolette di acciughe, acciughe ripiene e fritte, le frittelle di bianchetti, il novellame di acciughe e sardine, o rossetti, le seppie di scoglio di zimino, il polpo all’inferno.
I re dei crostacei sono i muscoli, le cozze alla marinara, con limone e prezzemolo, oppure ripieni con tonno e salumi, formaggio, uova e maggiorana. Sono buoni anche da soli all’insalata con totani, gamberi e polpo. I totani e calamari poi vengono spesso bolliti in acqua aromatizzata per pochi minuti e conditi con olio d’oliva. I totani di grandi dimensioni, invece, possono essere farciti con tentacoli scottati in olio d’oliva, aglio, prezzemolo, un bicchiere di vino bianco secco, pomodoro.
I gianchetti sono pesciolini piccolissimi serviti caldi e bollenti, dopo la frittura. Imperdibili sono le zuppe di pesce, le focacce e le farinate.


Vino e territorio.
Il paesaggio delle Cinque Terre è caratterizzato dai terrazzamenti di vitigni, duramente lavorati dall’uomo, con alberi da fico in posizione strategica per dare ombra nei momenti di riposo e le agavi per indicare i confini e lo sbocco per le stradine sulle ripide scale di pietra.
I vini più famosi delle Cinque Terre sono il vino bianco secco da tavola D.O.C. Cinque Terre, e lo Sciacchetrà, pregiato vino liquoroso, prodotto da uva passita. Anche il limoncino è molto diffuso, ricavato dai limoni della zona.


Lo Sciacchetrà si ottiene con  l’uva delle seguenti qualità:  vermentino, bosco e albarola, lasciate appassire su speciali graticci al fresco, fino ad autunno inoltrato. Nei chicchi si ha un’alta concentrazione zuccherina. È vino a Denominazione d’Origine Controllata dal 1973, come il Cinque Terre Bianco, ottenuto con le stesse uve, i cui vitigni raggiungono un’ altezza massima di un metro o meno. I vitigni sono favoriti da terreni facilmente permeabile, dal clima mite e dall’esposizione al sole.
Dalla vinificazione separata delle uve provenienti da alcune zone storiche nascono i vini delle “Coste”: Costa de Campu di Manarola, Costa de Sera di Riomaggiore, Costa da Posa di Volastra.
Le uve per i vini da tavola sono la galletta, la regina di Puglia, la moscatella e l’albarola. Le uve per i vini dolci o bianchi secchi sono l’ albarola trebbiana, il biancorotto, il bruciapagliaio, il piccabon. Per i bianchi da tavola: fiore di bosco, rappolungo, fogliaccia, ruspara e sesagra.
Lo sciacchetrà nero si ottiene invece con la “magnagra” (albarola).

Buon viaggio allora!

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Giorgia Linho