Abruzzo: la leggenda del pesce d’oro e del vecchiettino magico.

0
719

L’economia del nostro Stato si è basata da tempi molto antichi sull’agricoltura e co, con il commercio di prodotti provenienti dalla terra e dagli animali…Eppure nonostante sia un mattone molto importante, ci si ricava sempre il minimo sindacale di guadagno e si fatica sempre a tirare avanti…Pochi sono coloro che danno la giusta importanza al lavoro dei contadini e così vi porto la leggenda di oggi che ci teletrasporta in Abruzzo.

Un giorno come tanti in una delle terre più verdi Italiane, passeggiava un contadino in rientro dal mercato. Un povero contadino che ogni giorno faticava a ricavare abbastanza soldi dalla sua attività e che mal volentieri tornava dai mercati di bestiame a mani vuote o con pochi spicci. Fortuna vuole che questo sia un giorno fortunato e sulla strada di casa il nostro amico si trovi davanti un anzianotto ricurvo e secco, secco.

Immaginatevi come possa essere stato incrociare sulla strada poco trafficata questo omarino dal buffo aspetto e ancora più strambo fu il sorriso con il quale si avvicinò…allungò una mano e lasciò all’uomo 100 ducati.

Che avreste fatto voi? Con stupefacente gioia, il contadino che aveva a casa pure la moglie e i figli, non poteva dire un semplice “NO grazie” e una volta seguito con lo sguardo il vecchino sparire al limitare del bosco, tornò a casa e decise che quei soldi li avrebbe tenuti da parte e che ne avrebbe deciso il da farsi l’indomani mattina. Così li piazzo sotto la catasta di letame che aveva nella stalla affianco alle mucche. Nessuno avrebbe potuto nè trovarli, nè rubarli, se non fosse stato pronto a scavare in mezzo a ciò che un contadino si trovava ogni giorno a trafficare.

Ahimè lo pervase la malinconia, la mattina, quando la moglie gli diede il buon giorno con 5 ducati tratti dalla vendita del letame, E preso da una tale disperazione di aver perso il prezioso regalo ottenuto il giorno prima, lasciò perdere la colazione e uscì di casa sotto lo sguardo interrogativo dei familiari.

Una passeggiata non poteva che fargli bene, per rimuovere dai pensieri quel episodio disdicevole. Girata la seconda curva dei piccolo sentiero al limitare del bosco, ecco che lo strano individuo del giorno prima gli ri apparve davanti.

L’ometto con un nuovo sorriso gli allungò un’altra manciata di monete, ancora una volta 100 ducati, per poi sparire nuovamente.

Il contadino ancora più stupefatto e incerto sulle apparizioni dello strambo uomo, decise che questa volta sarebbe stato più attento. Arrivò a casa andò vicino al caminetto pieno di cenere, certo che nessuno lo avrebbe toccato fino alla mattina successiva in cui avrebbe preso i soldi e sarebbe andato al mercato. Scavò in mezzo alla cenere e vi seppellì i soldi.

La mattina dopo ancora una volta la moglie tutta contenta lo svegliò con la buona notizia…aveva venduta la cenere del caminetto a un contadino vicino e ancora una volta l’uomo prese e uscì sbuffando dalla casa.

Come era possibile? Davvero si poteva essere tanto sfortunati da perdere tutti quei valori? Intraprese di nuovo il sentiero, sconsolato più che mai, raggiunge il limitare del bosco e ancora per la terza volta appare il vecchietto…ma questa volta non gli da delle monete, gli regala un sacchetto con 24 rane.

Il contadino non sapendo che farsene le baratta con un bel pesce e la sera, arrivato a casa, lo mette ad essiccare fuori dalla porta. Almeno quello era sicuro che nessuno lo avrebbe preso e portato via.

Durante la notte si scatena una tempesta tremenda: tuoni, fulmini e vento forte che tengono sveglio anche il più calmo degli esseri.

Passata la notte…

L’indomani, il contadino vede arrivare a casa sua una schiera di pescatori con dei doni. Che cosa stramba, ancora più che incontrare strane persone su percorsi deserti.

Perplesso chiede perché e scopre che, inconsapevolmente, li aveva salvati.

Il pesce che aveva appeso alla porta si era illuminato…. facendo loro da guida per tornare a casa in mezzo alla tempesta…quale strana magia? E chi fu quel vecchiettino tanto gentile da determinare successivamente l’aumento della fortuna del contadino?

E voi conoscevate questa leggenda abruzzese?

A-